lunedì 19 giugno 2017

Mali, uccisi i cinque attentatori del resort turistico

Alcuni uomini armati hanno fatto irruzione in un resort turistico frequentato da occidentali a Bamako, in Mali, provocando cinque morti. Le autorità hanno salvato 36 ostaggi, tra cui 13 cittadini francesi

Le Campement resort sotto attacco.

Le forze di sicurezza del Mali hanno ucciso cinque miliziani coinvolti in un attacco a un resort di lusso popolare tra i turisti occidentali nella capitale Bamako. Gli uomini armati hanno attaccato il resort Le Campement Kangaba domenica 18 giugno 2017, uccidendo quattro dei suoi ospiti e un soldato. Le autorità hanno salvato 36 persone, tra cui anche 13 cittadini francesi.

Durante l’azione militare è stato ucciso anche un cittadino portoghese membro della missione dell’Unione europea in Mali, secondo quanto riferito dall’Alto commissario per gli Affari Esteri Ue Federica Mogherini. Anche un altro membro della delegazione, di origine maliana, è stato ucciso.

Per il ministro alla Sicurezza del Mali si è trattato senza dubbio di un attentato terroristico, ma nessun gruppo ha rivendicato l’attacco finora.

I testimoni raccontano di aver udito degli spari e di aver visto una colonna di fumo elevarsi dal resort Le Campement. Sul luogo sono accorse le forze armate del Mali e quelle francesi anti-jiahdiste.

A novembre del 2015 un attentato aveva colpito il Radisson Blu Hotel di Bamako, causando la morte di venti persone, una settimana dopo gli attacchi di Parigi.

(Nella foto qui sotto una mappa del Mali).


 Fonte: The Post Internazionale

Cosa sappiamo finora sull’attacco di Finsbury Park a Londra

Un uomo è morto e otto persone sono rimaste ferite dopo che un furgone ha travolto la folla all'uscita di una moschea a nord di Londra. L'uomo alla guida è stato arrestato

Il luogo dell'attacco a Finsbury Park a Londra. Credit: Neil Hall

Un furgone bianco ha travolto la folla di fedeli musulmani all’uscita di una moschea a Finsbury Park, nel nord di Londra, poco dopo la mezzanotte di lunedì 19 giugno 2017.

Un uomo è morto e otto persone sono state trasportate in ospedale. Altri feriti sono stati medicati sul posto.

L’autista del furgone, un uomo bianco di 48 anni, è stato arrestato sul posto dalla polizia dopo essere stato bloccato da alcuni passanti.

La premier britannica Theresa May ha detto che le autorità stanno trattando l’accaduto come un “potenziale attacco terroristico” e ha annunciato che presiederà un consiglio di emergenza Cobra lunedì mattina.

La polizia metropolitana ha annunciato che le autorità antiterrorismo stanno indagando.

Jeremy Corbyn, deputato eletto in una circoscrizione che include Finsbury Park, ha detto di essere “totalmente scioccato”.

Il sindaco di Londra Sadiq Khan ha detto che si tratta di un “orrendo attacco terroristico contro londinesi innocenti”.

Il furgone bianco ha colpito la folla di fronte alla Muslim Welfare House su Seven Sisters Road. Due testimoni hanno detto che tre persone sono uscite dal furgone, ma la polizia ha reso noto che non ci sono altri sospetti al momento.

La moschea di Finsbury Park, nel nord di Londra. Credit: Hannah McKay 

Il Consiglio musulmano, organizzazione che rappresenta i musulmani britannici, ha parlato di “un atto violento di islamofobia” e ha chiesto più sicurezza nei pressi delle moschee.

Le strade della zona erano affollate perché l’attacco è avvenuto appena dopo la fine delle preghiere vicino la moschea di Finsbury Park.

Le forze antiterrorismo britanniche hanno fatto sapere che l’incidente ha tutte le caratteristiche di un attacco terroristico. Ma l’uomo che è stato arrestato è accusato di omicidio. Tutte le vittime erano musulmane. A bordo del furgone non si trovava nessun altro secondo la polizia.

Alcune polemiche sono sorte sull’orario in cui è intervenuta la polizia, secondo alcuni testimoni infatti è trascorsa un’ora o mezz’ora. La ministra dell’Interno Amber Rudd ha detto che il fatto è stato trattato da subito come un attacco terroristico.

Il portavoce della polizia ha detto che l’attacco è avvenuto in un orario “difficile” per i servizi di sicurezze e ha ringraziato la comunità che ha bloccato l’autista del furgone.

La polizia ha reso noto che l’attentatore di Finsbury Park non era noto ai servizi di sicurezza.

Alcuni uomini pregano dopo l’attacco. Credit: Neil Hall

Fonte: The Post Internazionale

Un attentatore si è schiantato con la sua auto contro un furgone della polizia a Parigi

L'uomo era armato e potrebbe essere stato ucciso dagli agenti che si trovavano sugli Champs-Elysees. Sul caso sta indagando la procura antiterrorismo.


La polizia francese ha detto che è in corso un’operazione di polizia agli Champs-Elysees, nel centro di Parigi, lunedì 19 giugno 2017.

Secondo la Bbc, un’auto contenente bombole a gas, armi, tra cui un kalashnikov e munizioni si è scontrata contro un furgoncino della polizia scatenando un’esplosione. Secondo l’Afp, che cita il ministro degli Interni, l’uomo è morto.

L’annuncio è stato dato anche sul profilo Twitter della polizia, con cui si chiedeva al pubblico di evitare la zona.

Fonti degli Interni fanno sapere che si è trattato di un atto di “terrorismo” e che l’attacco alla Gendarmerie sarebbe stato “deliberato”. Sul caso sta indagando la procura antiterrorismo, ma secondo la polizia la situazione è adesso sotto controllo e non ci sono feriti tra gli agenti.

L’uomo, 31enne, era noto all’intelligence, con la sigla S, che indica dei soggetti sospetti radicalizzati.

Alcune persone hanno riferito sui social media che un’automobile ha preso fuoco nell’area e che ci sarebbe un uomo a terra.

In Francia è in vigore lo stato di emergenza, dopo l’ondata di attacchi terroristici che ha colpito il paese negli ultimi due anni.

Lo scorso 20 aprile in un altro attentato sugli Champs Élysées era rimasto ucciso un poliziotto.

Le linee 1 e 13 della metropolitana sono state sospese e la fermata Champs Élysées è stata chiusa.



 Fonte: The Post Internazionale

domenica 18 giugno 2017

Theresa May ammette che non è stato fatto abbastanza per le vittime della Grenfell Tower

Il sistema sanitario londinese offrirà un’assistenza psicologica particolare ai sopravvissuti e alle loro famiglie. Il governo aumenterà il personale a supporto delle vittime

L’incendio della Grenfell Tower ha causato almeno 58 vittime e le proteste dei sopravvissuti

La prima ministra Theresa May ha dichiarato che l’assistenza alle vittime dell’incendio della Grenfell Tower è stata insufficiente. Ha assicurato inoltre che tutti i sopravvissuti avranno una casa nello stesso quartiere entro tre settimane.

Downing street ha poi promesso un maggiore impegno nei confronti dei superstiti con più personale a disposizione delle famiglie e un potenziamento dei numeri di emergenza per fornire loro aiuto e informazioni di base.

“Il sistema sanitario di Londra fornirà un supporto psicologico specializzato e a lungo termine a coloro che hanno perso i propri cari” ha dichiarato la prima ministra.

“L’incendio alla Grenfell Tower è stata una tragedia inimmaginabile per la comunità locale e per il nostro paese” ha aggiunto May.

La prima ministra era stata criticata nei giorni scorsi per non aver voluto incontrare le famiglie delle vittime, a differenza di quanto fatto dal leader del partito laburista Jeremy Corbyn e dal sindaco di Londra Sadiq Khan. Alcuni manifestanti hanno anche chiesto a Theresa May di dimettersi.

May è stata difesa da Rachel Johnson, giornalista e sorella del ministro degli esteri ed ex sindaco di Londra, Boris Johnson. “Anche Theresa May è una vittima dell’incendio alla Grenfel Tower. Qualsiasi cosa faccia in questo momento viene considerata sbagliata” ha dichiarato alla LBC, una popolare stazione radio di Londra.

Anche Andrea Leadsom, leader della Camera dei Comuni e compagna di partito della May, aveva cercato di difendere la prima ministra durante un incontro con alcuni superstiti alla tragedia, subendo le critiche dei presenti.

Fonte: The Post Internazionale

Almeno 62 persone sono morte in un incendio in Portogallo

La possibile causa dell'incendio è da ricercare nell'ondata di caldo straordinaria che ha colpito il paese, con temperature superiori ai 40 gradi in alcune zone

A forest fire is seen near Bouca, in central Portugal, June 18, 2017. REUTERS/Rafael Marchante 

Almeno 62 persone sono morte in un incendio in Portogallo, nell’area di Pedrógão Grande, 50 chilometri a sud-est di Coimbra. Altre 59 persone, tra cui alcuni vigili del fuoco, sono rimaste ferite.

“Si tratta della più grande tragedia degli ultimi anni per quanto riguarda gli incendi boschivi”, ha detto il primo ministro Antonio Costa.

Il bilancio delle vittime potrebbe salire ulteriormente. Il ministro dell’interno, Jorge Gomes, ha detto che almeno 30 di coloro che sono morti sono stati trovati all’interno delle loro automobili, mentre cercavano di sfuggire dalle fiamme.

Molte case sono state distrutte. Continua la ricerca di corpi delle vittime e di dispersi. Nella notte sono scoppiati circa 60 incendi boschivi che hanno visto 1.700 vigili del fuoco a lavoro.

Le fiamme diffondono “con grande violenza” su quattro direzioni vicino Pedrógão Grande, ha specificato Gomes.

Il governo spagnolo e l’Unione europea sono intervenuti con aerei anti-incendio e mezzi di soccorso.

La possibile causa dell’incendio è da ricercare nell’ondata di caldo straordinaria che ha colpito il Portogallo, con temperature superiori ai 40 gradi in alcune zone.

“Sono completamente sbalordito dal numero di morti. Non ricordiamo un’altra tragedia di simili proporzioni”, ha detto Valdemar Alves, sindaco di Pedrógão Grande.

Fonte: The Post Internazionale

giovedì 15 giugno 2017

Almeno 31 civili sono morti in un attentato a Mogadiscio

L'attentato è stato rivendicato dal gruppo militante al Shabaab. Un uomo si è scagliato con un’autobomba contro l’ingresso del Posh Hotel

Un'immagine del luogo dove è avvenuta l'esplosione a Mogadiscio.

Almeno 31 persone sono morte il 14 giugno a Mogadiscio, capitale della Somalia, in un attacco suicida rivendicato dal gruppo militante islamista al Shabaab.

Un uomo si è scagliato con un’autobomba contro l’ingresso del Posh Hotel e alcuni uomini armati hanno preso in ostaggio un gruppo di persone all’interno del ristorante adiacente.

La autorità sono riuscite a entrare all’interno dell’edificio dopo diverse ore. Cinque degli attentatori sono stati uccisi.

Questo il comunicato di al Shabaab per rivendicare il gesto: “Un mujahide (combattente) con la sua autobomba è diventato un martire dopo essere entrato nel Posh Hotel, un locale notturno”.

Fonte: The Post Internazionale

Chi sono i due italiani dispersi nell’incendio al grattacielo di Londra

Gloria Trevisan e Marco Gottardi, entrambi architetti veneti, abitavano in un appartamento al penultimo piano della Grenfell Tower, dove sono morte almeno 17 persone

Foto da Facebook

I due cittadini italiani Gloria Trevisan e Marco Gottardi, architetti veneti di 27 e 28 anni, vivevano nel loro appartamento al 23esimo e penultimo piano della Grenfell Tower, il grattacielo londinese dove è divampato un incendio nella notte tra il 13 e il 14 giugno.

I ragazzi si trovavano nella capitale britannica da marzo 2017 per motivi di lavoro. Il padre di Marco Gottardi ha raccontato all’agenzia Ansa di essere stato al telefono con i ragazzi fino al momento in cui si sono accorti dell’incendio. “Ci hanno detto che l’appartamento era invaso dal fumo e le comunicazioni si sono interrotte: speriamo solo in un miracolo”, ha aggiunto l’uomo.

Nell’incendio, secondo l’ultimo bilancio di Scotland Yard, hanno perso la vita almeno 17 persone, e almeno 70 sono rimaste ferite.

Marco e Gloria si erano conosciuti all’Università di Venezia, dove entrambi si erano laureati in architettura. Lei viene da San Giorgio delle Pertiche, nel padovano, lui è originario di San Stino di Livenza, provincia di Venezia.

A marzo hanno deciso di partire per Londra per perfezionare il loro inglese. E dopo neanche due mesi avevano trovato entrambi un lavoro in due studi di progettazione diversi.

Fonte: The Post Internazionale

Trump è indagato per possibile ostruzione alla giustizia

Secondo il Washington Post il procuratore Mueller valuta l'ipotesi di un presunto ostacolo alla giustizia del presidente statunitense nel Russiagate

Il presidente Trump ha licenziato il capo dell'Fbi il 9 maggio. Credit: Kevin Lamarque

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è sotto indagine da parte del procuratore speciale Robert Mueller per possibile “ostruzione alla giustizia”, secondo quanto riporta un’esclusiva del Washington Post mercoledì 14 giugno.

Il quotidiano cita funzionari anonimi e riferisce che tre ufficiali dell’intelligence hanno acconsentito ad essere interrogati dagli investigatori di Mueller.

Mueller sta indagando sulle presunte interferenze russe nelle elezioni presidenziali del 2016 e possibili collusioni tra funzionari russi e membri della campagna di Trump. L’ex direttore dell’Fbi James Comey ha detto al Senato la scorsa settimana che ritiene di essere stato licenziato dal presidente per minare l’indagine sul Russiagate.

Secondo alcune fonti del Washington Post, l’indagine su Trump è stata aperta qualche giorno dopo il licenziamento di Comey, avvenuto il 9 maggio 2017.

Gli avvocati di Trump hanno definito “oltraggiosa” la fuga di notizie.

Il presidente Trump ha più volte negato qualsiasi collusione con la Russia, descrivendo l’inchiesta in corso come “una caccia alle streghe”.

Fonte: The Post Internazionale

venerdì 9 giugno 2017

Almeno 30 persone sono morte in un attentato suicida vicino Kerbala, in Iraq

Un attentatore ha fatto esplodere la sua cintura esplosiva in un mercato nella città di Musayab. L'Isis ha rivendicato l'attacco

Kerbala è una città sacra sciita. Credit: Faleh Kheiber

Un attentatore suicida ha fatto esplodere la sua cintura esplosiva in un mercato a est della città sciita di Kerbala, in Iraq, venerdì 9 giugno 2017, uccidendo almeno 30 persone e ferendone 35.

Lo hanno riferito le forze di sicurezza irachene. L'Isis ha rivendicato l'attentato sulla sua agenzia di stampa Amaq.

L'attacco è avvenuto nella città di Musayab ed è avvenuto durante il mese sacro del Ramadan.

Fonte: The Post Internazionale

L'avvocato di Trump rigetta le accuse di James Comey al presidente

Marc Kasowitz critica l'ex direttore dell'Fbi per le informazioni che ha fornito ai media "in modo non autorizzato" e chiede un indagine sulla vicenda

Comey ha riferito in Senato l'8 giugno. Credit: Jonathan Ernst

Marc Kasowitz, avvocato personale di Donald Trump, ha respinto le accuse rivolte al presidente degli Stati Uniti da James Comey, ex direttore dell'Fbi, di fronte al Senato statunitense.

L'avvocato ha detto che Trump non ha mai cercato di bloccare l'inchiesta sulle presunte interferenze della Russia nelle elezioni presidenziali di novembre 2016. Dopo la testimonianza, il presidente Trump non ha risposto alle domande dei giornalisti che gli chiedevano se Comey stesse dicendo la verità.

"Oggi Comey ha ammesso di aver fornito unilateralmente informazioni alla stampa in modo non autorizzato sulle comunicazioni con il presidente", ha detto Kasowitz ai giornalisti, chiedendo che l'ex direttore dell'Fbi fosse indagato per questa fuga di notizie.

Durante la sua testimonianza davanti alla commissione del Senato degli Usa che indaga sul Russiagate, James Comey, ex capo dell’Fbi, rimosso dall’incarico dal presidente Donald Trump il 9 maggio del 2017, ha dichiarato che il presidente ha sbagliato a denigrare l’agenzia governativa e la sua leadership.

"La Casa bianca ha semplicemente scelto di diffamare me e l'agenzia dicendo che l'organizzazione era nel caos", ha dichiarato Comey. "Non c'era alcuna ragione per licenziare il direttore" ha aggiunto.

Comey ha sostenuto che Trump gli avesse ripetutamente confermato che stava facendo un ottimo lavoro, per questo “le spiegazioni del mio licenziamento mi hanno confuso e preoccupato” ha dichiarato all’inizio della sua deposizione.

L’ex capo dell’Fbi ha rivelato la sua convinzione che la Russia abbia interferito con attacchi informatici nelle elezioni presidenziali americane del novembre 2016. “Centinaia, forse migliaia di istituzioni americane sono state prese di mira dagli hacker russi”, ha detto Comey.

L’ex direttore ha affermato che l’Fbi è venuta a conoscenza dei cyber attacchi russi alla fine del 2015 e che l’amministrazione Obama cercò di fare di tutto per fermarli.

Per quanto riguarda l’accusa contro il presidente Trump di avergli ordinato di interrompere le indagini sull'ex consigliere per la sicurezza nazionale Michael Flynn, Comey ha dichiarato di non aver ricevuto un ordine esplicito da Trump ma di aver interpretato le sue parole come una direttiva, nel senso che il presidente "voleva che lasciassi cadere l'inchiesta”.

Fonte: The Post Internazionale

I risultati definitivi delle elezioni nel Regno Unito

I conservatori hanno vinto ma non sono riusciti a conquistare la maggioranza dei seggi, mancando l'obiettivo di ottenere più stabilità politica in vista della Brexit

Nessun partito ha conquistato la maggioranza in parlamento. Credit: Reuters

L'8 giugno 2017 quasi 47 milioni cittadini britannici sono stati chiamati alle urne per eleggere i rappresentanti alla Camera dei Comuni. Le elezioni anticipate sono state annunciate dalla premier Theresa May il 18 aprile.

I conservatori di May non hanno raggiunto la maggioranza dei seggi in parlamento: può dirsi mancato l'obiettivo della premier di avere un sostegno “forte e stabile” in vista dei negoziati sulla Brexit, ragione per la quale aveva indetto le elezioni anticipate. Questo complica anche i negoziati per l'uscita del Regno Unito dall'Unione europea.

Per ottenere la maggioranza in parlamento servono 326 seggi. Dei 650 seggi ormai 649 sono stati assegnati e quindi i risultati sono pressoché definitivi. Ecco come sono stati assegnati:

Conservatori: 318 seggi

Laburisti: 261 seggi

Scottish National Party: 35 seggi

Liberal-democratici: 12 seggi

Ukip: 0 seggi

Altri: 13 seggi

Fino a un mese fa la leader conservatrice era data favorita alle elezioni, ma la rimonta laburista, nonostante non abbia portato in testa il partito, ha permesso di ottenere un numero di seggi determinante a non concedere la maggioranza ai tories.

Lieve crescita dei consensi invece per i Liberal Democratici, che dopo il crollo del 2015 tornano a ottenere un numero di seggi in doppia cifra, mentre al contrario lo Scottish National Party perde oltre dieci seggi dopo aver fatto il pieno di voti in Scozia due anni fa. Crollo per lo Ukip, il partito principale promotore della Brexit, che non ottiene seggi e perde circa il 10 per cento dei voti.

In Irlanda del Nord successo per i cattolici repubblicani del Sinn Fein che crescono da 4 a 7 seggi, mentre crescono anche gli unionisti conservatori del DUP.

L'incertezza nei risultati elettorali ha provocato un crollo della sterlina, in ripresa nella mattinata del 9 giugno, e la prima ministra Theresa May ha annunciato che parlerà al paese nella tarda mattinata.

Si attendono ulteriori sviluppi, ma l'opposizione ha già chiesto le dimissioni della premier del Regno Unito. Esiste anche la possibilità che si formi un governo di minoranza dei conservatori, magari con un leader differente.

Fonte: The Post Internazionale

domenica 4 giugno 2017

Cosa è successo in piazza San Carlo a Torino

Un momento di panico e caos ha provocato un totale di 1.527 feriti, secondo quanto comunicato dalla Prefettura nella mattinata di domenica 4 giugno

Le immagini del panico in piazza San Carlo. Reuters/Giorgio Perottino

Nella serata di sabato 3 giugno 2017 in piazza San Carlo a Torino, mentre i tifosi della Juventus assistevano alla finale di Champions League contro il Real Madrid, un momento di panico e caos ha provocato un totale di 1.527 feriti, secondo quanto comunicato dalla Prefettura nella mattinata di domenica 4 giugno.

Tra i feriti, cinque sono in codice rosso, di cui tre - due donne e un bambino di 7 anni calpestato dalla folla - sono in coma farmacologico.

Erano tra i 20mila e i 40mila gli spettatori accorsi per guardare la finale su un maxischermo, quando all'improvviso un suono ha scatenato il panico nella folla, che allontanandosi istintivamente dal luogo della presunta esplosione ha creato una reazione collettiva di fuga che ha coinvolto migliaia di persone.

Secondo le prime ricostruzioni delle forze dell'ordine, i motivi di panico potrebbero essere stati due: l'esplosione di un petardo di piccole dimensioni e, poco dopo, la caduta del parapetto del parcheggio sotterraneo della piazza.

Secondo alcuni testimoni, ci sarebbe stato anche chi avrebbe spaventato i presenti gridando alla bomba, e le autorità stanno indagando per procurato allarme.

Le versioni sui motivi che hanno scatenato il panico sono ancora poco chiare, e le indagini sono in corso per chiarire l'accaduto.

Qui sotto il video del momento di panico in piazza San Carlo a Torino:

Fonte: The Post Internazionale

Cosa è successo nell'attentato terroristico a Londra

Quello che sappiamo sull'attacco che ha colpito la capitale britannica nei pressi del London Bridge e del Borough Market

Le foto scattate poco dopo gli attacchi nei pressi del London Bridge. Reuters, Gabriele Scotto

Nella sera di sabato 3 giugno, intorno alle 22 ora locale, un attentato terroristico ha avuto luogo a Londra, Regno Unito, precisamente sul London Bridge e poi nell'area del Borough Market, poco distante.

Tre attentatori alla guida di un furgone hanno portato il veicolo fuori dalla carreggiata e hanno investito i pedoni nei paraggi, continuando la sua corsa fino a fermarsi fuori dal pub Barrow Boy and Banker, in Borough High Street. A quel punto i tre sono scesi e hanno assalito a colpi di armi da taglio i clienti di diversi ristoranti e locali della zona.

Questa una mappa dei luoghi in cui sono avvenuti gli omicidi:


E questa una foto scattata nel luogo in cui il furgone ha terminato la sua corsa:


Alle 22.16 ora locale (le 23.16 italiane), la polizia è intervenuta uccidendo i tre attentatori fuori dal Wheatsheaf Pub, dopo otto minuti dalla prima chiamata ricevuta. Questa una foto scattata da un fotografo italiano, Gabriele Sciotto, in cui si vede un presunto attentatore a terra dopo l'intervento della polizia. Sul suo corpo si possono notare quella che sembra una cintura esplosiva, anche se è stato poi dimostrato che si trattava di finti ordigni:


Secondo gli aggiornamenti della mattinata seguente, sono al momento sette le vittime, mentre i feriti sono 48. Uno dei feriti è un poliziotto accorso per aiutare e colpito al volto, ma non è in pericolo di vita.

La polizia ha dichiarato che quanto accaduto a London Bridge e Borough Market è un attacco terroristico.

Questo un video dei minuti successivi all'attacco, realizzato dal Guardian:



La polizia metropolitana di Londra ha operato un ulteriore intervento nell'area di Vauxhall, a circa quattro chilometri di distanza, per un accoltellamento, ma successivamente è stato comunicato che il gesto non aveva alcuna relazione col terrorismo.



Sul profilo Twitter della Metropolitan Police è stato diffuso un post che offre indicazioni a chi si trovi coinvolto in un attentato terroristico. "Corri, nasconditi, informa".



La premier britannica Theresa May ha annunciato che presiederà a un incontro sulla sicurezza nella mattina di domenica 4 giugno.

Il leader laburista Jeremy Corbin ha parlato di un "incidente brutale e scioccante a Londra". "Il mio pensiero va alle vittime e alle loro famiglie", ha scritto.


Tutti i partiti politici britannici hanno sospeso la campagna elettorale in corso per le elezioni dell'8 giugno.

Fonte: The Post Internazionale

venerdì 2 giugno 2017

2 giugno: auguri alla Repubblica Italiana


Il 2 e il 3 giugno del 1946 si tenne il referendum istituzionale, indetto a suffragio universale, con il quale gli italiani venivano chiamati alle urne per esprimersi su quale forma di governo, monarchia o repubblica, dare al Paese, in seguito alla caduta del fascismo. Dopo 85 anni di regno, con 12.718.641 voti contro 10.718.502 l'Italia diventava Repubblica e i monarchi di casa Savoia venivano esiliati.

Link: Festa della Repubblica Italiana (da Wikipedia)

Almeno 36 persone sono morte dopo che un uomo armato si è introdotto in un hotel nelle Filippine

L'uomo ha sparato e dato fuoco ad alcuni talvoli prima di uccidersi. Le vittime sono morte asfissiate. Per le autorità è stata una tentata rapina

Credit: Erik De Castro

Almeno 36 corpi sono stati recuperati da un hotel nella capitale delle Filippine, Manila, dove un uomo armato si è introdotto e ha aperto il fuoco nella notte tra il primo e il 2 giugno.

Le vittime sono morte asfissiate dopo che l'uomo ha dato fuoco ai tavoli del casinò che si trovava all'interno del resort. Tra i corpi c'erano quelli di almeno 22 ospiti dell'albergo.

L'uomo, la cui nazionalità è ancora sconosciuta, si è introdotto nell'hotel Resorts World Manila poco dopo mezzanotte e ha sparato alcuni colpi di pistola e dato fuoco ai talvoli prima di uccidersi dandosi fuoco in una stanza dell'albergo.

Secondo gli ufficiali si è trattato di un tentativo di rapina e non di un atto di terrorismo, anche se i media parlano di un'apparente rivendicazione del sedicente Stato islamico.

L'agenzia di stampa legata all'Isis, Amaq, ha rivendicato la responsabilità dell'attacco secondo quanto riportato da Afp.

Fonte: The Post Internazionale

Trump annuncia l'uscita degli USA dall'accordo sul clima di Parigi

L'accordo di Parigi era stato firmato nel 2016 da 190 paesi. Gli Stati Uniti sono il secondo paese al mondo che inquina di più dopo la Cina

"Questo accordo non ha nulla a che vedere con la salvaguardia dell'ambiente, quanto piuttosto con il fatto che alcuni paesi ottengono vantaggi economici a danno degli Stati Uniti".

Ora è ufficiale: il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato l'uscita dall'accordo sul clima di Parigi. L'annuncio è arrivato il primo giugno 2017 nel corso di una conferenza stampa alla Casa Bianca.

Trump ha tenuto un discorso in cui ha espresso il suo forte dissenso per i benefici che alcuni paesi, tra cui Cina e India, ottengono rispetto agli Stati Uniti con questo accordo sul clima, motivo per cui Washington non vuole farne parte.

"Questo accordo non ha nulla a che vedere con la salvaguardia dell'ambiente, quanto piuttosto con il semplice fatto che alcuni paesi ottengono vantaggi economici a danno degli Stati Uniti", ha detto Trump.

La notizia dell'uscita di Washington dall'accordo era stata anticipata, nei giorni precedenti alla dichiarazione ufficiale di Trump, dal sito Axios, citando fonti vicine all'amministrazione, e poi ribadita anche dalle emittenti e agenzie di stampa statunitensi CBS, ABC e AP.

All'accordo sul clima si era giunti nel 2015 nell'ambito della conferenza sul clima di Parigi Cop21, atto poi firmato a New York il 22 dicembre 2016.

L'accordo sul clima di Parigi è stato firmato da 190 paesi.

Gli Stati Uniti sono il secondo paese al mondo che inquina di più dopo la Cina.

LEGGI ANCHE: Cosa prevede l'accordo sul clima di Parigi

Fonte: The Post Internazionale

lunedì 29 maggio 2017

Che cos'è l'omeopatia e perché se ne parla

Oggi è considerata una pseudo-scienza, dal momento che finora nessuno studio scientifico ha potuto dimostrarne l'efficacia clinica

Questa pratica è basata sui principi formulati dal medico tedesco Samuel Hahnemann nella prima metà del XIX secolo e la sua validità non è mai stata dimostrata mediante esperimenti

Negli ultimi giorni in Italia si parla tanto dell'omeopatia, in seguito alla morte di un bambino causata da un'otite curata solo con farmaci omeopatici e senza antibiotici.

I genitori del bambino erano convinti sostenitori delle cure omeopatiche, e si erano rivolti al dottor Massimiliano Mecozzi, medico omeopatico con studio a Pesaro, che da tre anni seguiva il bambino, mai curato con antibiotici dall'età di tre anni.

Quando il bambino si era ammalato di otite bilaterale, i genitori si erano fidati del dottor Mecozzi, che avrebbe consigliato ai familiari una terapia a base di preparati omeopatici, sconsigliando il ricovero in ospedale.

Le condizioni del bambino però peggioravano sempre di più, fino a quando, dopo aver perso conoscenza, i genitori avevano deciso di portare il bambino all'ospedale di Urbino. Per il piccolo non vi è stato nulla da fare, l'infiammazione era ormai troppo grave. Della sua morte si è occupata la procura di Urbino che sta indagando per omicidio colposo.

Ma in cosa consiste l'omeopatia, che oggi sembra avere sempre più successo a discapito della medicina tradizionale e delle evoluzioni scientifiche moderne?

Questa pratica è basata sui principi formulati dal medico tedesco Samuel Hahnemann nella prima metà del XIX secolo e la sua validità non è mai stata dimostrata mediante esperimenti o ricerche.

L'omeopatia è basata sul "principio di similitudine del farmaco" (similia similibus curantur) enunciato dallo stesso Hahnemann, che non ha fondamento scientifico. Secondo questo principio, il rimedio appropriato per una malattia sarebbe dato da quella sostanza che, in una persona sana, induce sintomi simili a quelli osservati nella persona malata. Tale sostanza, detta anche "principio omeopatico", una volta individuata viene somministrata al malato in una quantità fortemente diluita e dinamizzata.

In pratica, se una sostanza che in un individuo sano causa una serie di sintomi, se assunta da un individuo ammalato, in dosi diverse, sarebbe capace di curare quegli stessi sintomi. Ad esempio, se il veleno dell’ape provoca irritazioni della pelle, quello stesso veleno diluito sarebbe il rimedio adatto per vincere queste manifestazioni.

L'omeopatia è considerata una pseudo-scienza, dal momento che finora nessuno studio scientifico pubblicato su riviste mediche di valore riconosciuto ha potuto dimostrare che l'omeopatia presenti un'efficacia clinica.

Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità l'omeopatia non è una cura e non apporta alcun beneficio. Qualche altro studio ha dimostrato che la sua efficacia non andrebbe al di là dell'effetto placebo, come ad esempio una ricerca dell'agosto del 2005 pubblicata dalla rinomata rivista medico scientifica The Lancet che screditava l'omeopatia come metodo curativo scientifico, sostenendo che l'efficacia fosse spiegabile con l'effetto placebo.

Oltre che non avere alcuna efficacia dimostrata, il ricorso a prodotti omeopatici è potenzialmente pericoloso per la salute dal momento che potrebbe spingere chi è affetto da una data malattia, ad abbandonare o ritardare terapie mediche che potrebbero invece essere efficaci.

Al contrario della medicina tradizionale che si basa su un approccio di tipo allopatico, l’omeopatia ha un approccio olistico per il quale il corpo e la mente vengono considerati un’unica entità.

Fonte: The Post Internazionale

Trump difende Kushner dalle accuse di contatti con la Russia

Il presidente degli Stati Uniti ha espresso il suo pensiero in un comunicato pubblicato dal New York Times e ha ribadito la sua fiducia nel suo stretto collaboratore

Kushner avrebbe tentato di mantenere segrete le conversazioni con i rappresentanti del Cremlino. Credits: Reuters

Donald Trump ha deciso di difendere Jared Kushner, marito di sua figlia Ivanka e uno dei suoi più stretti consiglieri. “Sta facendo un ottimo lavoro per il Paese. Ha la mia totale fiducia”, ha detto.

Kushner è implicato nelle indagini sul cosiddetto Russiagate a causa dei presunti rapporti intrattenuti con i rappresentanti del Cremlino.

Il presidente degli Stati Uniti ha deciso di esprimere il suo pensiero sul genero in un comunicato consegnato alle pagine del New York Times. Trump non ha fatto esplicito riferimento al contenuto delle accuse che vengono rivolte al marito di Ivanka.

Secondo le rivelazioni dei media, Kushner nel mese di dicembre 2016 aveva tentato di entrare in contatto con l'ambasciatore russo e aveva cercato di sfruttare i mezzi russi per evitare che queste conversazioni venissero intercettate. Gli episodi si sono comunque verificati prima dell'elezione di Trump quando quindi Kushner era un privato cittadino senza alcun ruolo pubblico.

“È rispettato da chiunque e sta lavorando su programmi che faranno risparmiare al nostro paese miliardi di dollari. Inoltre, è davvero una brava persona”, ha aggiunto Trump riferendosi al genero.

Anche il Segretario per la sicurezza nazionale John Kelly aveva cercato di smontare le accuse dicendo che qualsiasi tentativo, anche segreto, per entrare in contatto con poteri stranieri è normale e accettabile. “Qualsiasi metodo per comunicare con persone e organizzazioni che non ci sono alleate è una buona cosa, rimanda a ciò che è la comunicazione ”, ha detto Kelly in un'intervista all'emittente televisiva Abc.

Fonte: The Post Internazionale

La Corea del Nord ha lanciato il suo terzo missile verso il Giappone

Il lancio è partito da Wonsan e ha permesso di raggiungere un'altitudine di 120 chilometri. È il terzo episodio in tre settimane

La Corea del Sud di possibili lanci multipli. Credits: Reuters

La Corea del Nord ha lanciato il suo terzo missile balistico in tre settimane, il cosiddetto Scud. Il lancio è partito da Wonsan in direzione del mare del Giappone e ha suscitato le proteste di Tokyo. Il volo è durato circa 6 minuti per 450 chilometri di percorrenza.

Si tratta dell'ennesima violazione della risoluzione delle Nazioni Unite che avevano vietato ulteriori esercitazioni nucleari e balistiche per verificare la capacità di trasportare armi da guerra.

Un portavoce della Corea del Sud ha riferito che il missile ha raggiunto un'altitudine di 120 chilometri e ha avanzato l'ipotesi che il lancio possa essere stato multiplo. Sono state diffuse anche le immagini di Kim Jong-Un che osserva il volo del missile.



I due test precedenti erano stati definiti dei successi da parte di Pyongyang che considera queste esercitazioni necessarie per difendersi dalla minaccia rappresentata dagli Stati Uniti.

Fonte: The Post Internazionale

venerdì 26 maggio 2017

Il genero di Trump è oggetto d'interesse dell'Fbi nelle indagini per il Russiagate

Jared Kushner non sembra essere sospettato di aver commesso reati, ma gli inquirenti ritengono che abbia informazioni rilevanti per l'inchiesta

Il lavoro degli inquirenti si sta concentrando su una serie di incontri tenuti da Kushner con alcuni rappresentanti russi. Credit: Reuters

Jared Kushner, il genero e stretto consigliere del presidente statunitense Donald Trump, è oggetto di interesse dell'Fbi nell'ambito dell'inchiesta sul Russiagate. Lo riferisce l'emittente Nbc citando diverse fonti ufficiali.

Gli inquirenti ritengono che Kushner abbia informazioni rilevanti per l'inchiesta, ma ciò non vuol dire che sia sospettato di alcun crimine. Le stesse fonti sottolineano inoltre che Kushner non è considerato al pari di Paul Manafort e Mike Flynn, entrambi coinvolti nelle indagini.

Il giornale Washington Post conferma la notizia rivelata da Nbc e spiega che il lavoro degli inquirenti si sta concentrando su una serie di incontri tenuti da Kushner con alcuni rappresentanti russi. Il giornale, in particolare, cita alcuni incontri avvenuti a dicembre con l'ambasciatore russo negli Stati Uniti e con un banchiere di Mosca.

Uno degli avvocati di Kushner, Jamie Gorelick, ha sottolineato che il genero di Trump “si era già offerto volontariamente di condividere con il Congresso ciò che sa di tali incontri. Farà lo stesso se contattato in relazione a qualsiasi altra inchiesta”.

Al momento della partenza di Trump per il suo primo viaggio all'estero, il 19 maggio, il Washington Post aveva rivelato che una persona vicina al presidente degli Stati Uniti e dipendente della Casa Bianca era oggetto di interesse dell'Fbi nell'ambito dell'inchiesta sul Russiagate.

Intanto, il presidente della commissione vigilanza della Camera, il repubblicano Jason Chaffetz, ha chiesto all'Fbi di produrre documenti riguardanti i contatti dell'ex direttore del Bureau James Comey con la Casa Bianca e con il dipartimento di Giustizia, compreso materiale prodotto negli anni precedenti e risalente all'amministrazione Obama. La richiesta è stata inviata al direttore dell'Fbi ad interim Andrew McCabe.

Fonte: The Post Internazionale

Attacco a un bus di cristiani copti in Egitto, 26 morti

Un autobus che trasportava cristiani copti a Menyah, nell'ovest dell'Egitto, è stato attaccato da alcuni uomini armati

La notizia è stata riportata da alcuni media locali che non riferiscono il numero di persone uccise e ferite. Credit: Reuters

Un autobus che trasportava un gruppo di cristiani copti a Menyah, nell'ovest dell'Egitto, è stato attaccato da alcuni uomini armati. Nell'assalto avvenuto venerdì 26 maggio sono state uccise 26 persone e altre 25 sono rimaste ferite, secondo quanto riferito dal governatore della provincia, Essam al-Bedaiwy, e riportato dall'agenzia di stampa Reuters.

Secondo quanto riferito dal ministro della Salute, tra le vittime ci sarebbero molti bambini.

Il gruppo stava viaggiando attraverso la provincia, zona in cui vive una considerevole minoranza cristiana. L'assalto è partito da tre veicoli dai quali sono scesi gli uomini armati.

Ad attaccare il convoglio dei cristiani copti è stato un commando di dieci uomini che indossava divise militari. Gli assalitori hanno bloccato il bus, sono saliti a bordo e hanno iniziato a sparare mentre uno di loro filmava il massacro, ha poi raccontato un testimone su Twitter.

Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha convocato un incontro con gli ufficiali di sicurezza dopo l'attacco.

I cristiani copti formano circa il 10 per cento della popolazione egiziana e di recente sono stati oggetto di una serie di attacchi mortali.

Fonte: The Post Internazionale

martedì 23 maggio 2017

25 anni fa la strage di Capaci


23 maggio 2017. Sono trascorsi 25 anni dalla strage di Capaci in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Per non dimenticare...


"Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini" (Giovanni Falcone)

Cosa sappiamo finora dell'attacco alla Manchester Arena

Un'esplosione avvenuta alla fine del concerto di Ariana Grande ha causato la morte di 22 persone e il ferimento di altre 59

La polizia di Manchester ha fatto sapere che l'esplosione viene trattata come un “incidente terroristico”. Credit: Reuters

Un'esplosione avvenuta il 22 maggio alla Manchester Arena di Manchester, nel Regno Unito, ha ucciso 22 persone e ne ha ferite altre 59. Tra i feriti ci sarebbero almeno 12 bambini. L'episodio è avvenuto al termine di un concerto della cantante statunitense Ariana Grande. La polizia ha fatto sapere che considera l'episodio come un attentato terroristico. L'attacco è stato eseguito da un attentatore suicida, morto sulla scena “dopo aver attivato l'esplosivo”. Il sedicente Stato Islamico ha rivendicato la responsabilità dell'attentato di Manchester attraverso l'organo di propaganda Amaq.

Cosa sappiamo finora di quanto avvenuto nella sera del 22 maggio a Manchester:

• La polizia ha confermato che 22 persone sono state uccise nell'esplosione e altre 59 sono rimaste ferite. Tra le vittime ci sono anche dei bambini. I minori feriti sarebbero almeno 12.

• La polizia di Manchester ha fatto sapere che l'esplosione viene trattata come un “incidente terroristico”. L'organo di propaganda dell'Isis, Amaq, ha diffuso la rivendicazione dell'attacco da parte dello Stato islamico.

• Il giornale britannico The Guardian ha comunicato che l'episodio è sotto indagine come un sospetto attacco suicida. L'emittente Cnn ha fatto sapere che sarebbe stato identificato il presunto kamikaze. La polizia ha confermato che l'attentatore è morto durante l'attacco, ma non ha fornito dettagli sull'identità del kamikaze.

• L'esplosione avrebbe colpito il foyer dell'edificio intorno alle 10.30 di sera, ora locale.

• I presenti hanno raccontato di aver sentito un'esplosione. Un testimone ha raccontato al Guardian che l'esplosione ha fatto vibrare tutto l'edificio, prima di sentire le urla delle persone che cercavano di uscire.

• I feriti sono stati trasportati in sei diversi ospedali dell'area di Manchester.

• La zona della Manchester Arena è stata cordonata e la stazione Victoria è stata chiusa.

• La polizia ha eseguito una “esplosione controllata” nell'area della cattedrale, ma l'oggetto distrutto non era sospetto.

• La premier britannica Theresa May ha detto che i suoi pensieri sono per le vittime e per le loro famiglie. Ha aggiunto che l'episodio viene trattato dalla polizia come un “orrendo attacco terroristico”.

• Alle 9 ora locale del 23 maggio ci sarà una riunione del comitato d'emergenza del governo.

• I leader dei vari schieramenti politici hanno fatto sapere che interromperanno la campagna elettorale in vista del voto di giugno.

• Circa 21mila persone si trovavano all'interno dell'arena per il concerto.

• La polizia ha attivato un numero di emergenza per poter rintracciare familiari e amici: +44 0161 856 9400.

• I supporter del sedicente Stato Islamico hanno celebrato sui social media l'attacco avvenuto a Manchester.

--- LEGGI ANCHE: Esplosione a un concerto a Manchester, 22 morti

--- LEGGI ANCHE: Cosa non sappiamo ancora dell'attacco alla Manchester Arena

--- Guarda il video girato dentro la Manchester Arena subito dopo l'esplosione

Fonte: The Post Internazionale

lunedì 22 maggio 2017

Quindi avremo un “Movimento animalista”

Fondato da Michela Brambilla e Silvio Berlusconi, che vogliono presentarlo alle elezioni (e dicono che "può arrivare fino al 20 per cento")

(NSA/ ROBERTO RITONDALE)

Sabato scorso Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, ha partecipato a Milano alla fondazione di “Movimento animalista”, un partito guidato dalla deputata di Forza Italia Michela Vittoria Brambilla. Il “Movimento animalista”, ha detto Brambilla, dovrebbe presentare delle liste alle prossime elezioni politiche con l’appoggio di Forza Italia. Brambilla ha definito Berlusconi il «primo socio fondatore» del nuovo movimento.

Nel suo discorso Berlusconi ha spiegato che il nuovo movimento servirà a intercettare i voti del 55 per cento di famiglie italiane che hanno in casa un animale domestico (le statistiche, in realtà, variano molto). Il movimento, ha aggiunto Berlusconi, potrebbe raccogliere fino al 20 per cento dei consensi, che equivarrebbero a 160 deputati e 63 senatori. Sono calcoli molto ottimistici, visto che i sondaggi hanno indagato l’interessamento degli italiani in un generico partito animalista, senza chiedere in maniera specifica se avrebbero votato il “Movimento animalista” co-fondato da Berlusconi e Brambilla.

Lo stesso Berlusconi ha ammesso che si tratta cifre ottimistiche e che i parlamentari del Movimento animalista «probabilmente non saranno così tanti, ma potreste inviare in Parlamento un nucleo compatto per combattere da dentro le vostre battaglie di civiltà. Io sarò sempre con voi, Forza Italia appoggerà sempre le vostre proposte di legge». Berlusconi ha spiegato che la sua passione per gli animali deriva dalla sua esperienza nella villa di Arcore, nel cui parco ci sono numerosi animali. Berlusconi ha offerto anche una colorita descrizione delle sue passeggiate mattutine nel parco.



Già in passato Berlusconi aveva espresso interesse per il trattamento degli animali e per la causa ambientalista. Nel dicembre del 2013 annunciò la nascita del sito www.forza-dudù.it, dal nome di uno dei suoi cani (ne ha in tutto 21), che sarebbe dovuto diventare il portale di una campagna animalista di Forza Italia in occasione delle elezioni europee nella primavera successiva. Anche l’iniziativa dell’epoca fu guidata da Brambilla, che in occasione della presentazione del nuovo sito disse: «Il 55 per cento degli italiani possiede un animale domestico e lo considera come uno di famiglia. In questo la signora Maria e Berlusconi col suo Dudù non fanno differenza. Perché ci sono temi che interessano alla politica e temi che interessano alla gente. Questo è un tema che interessa alla gente». L’iniziativa non ebbe grande seguito e il dominio oggi risulta disponibile per l’acquisto.

Negli anni successivi Berlusconi ha spesso partecipato a iniziative animaliste, quasi sempre accompagnato da Brambilla o dalla sua compagna, Francesca Pascale. L’ultima, prima della presentazione del “Movimento ambientalista”, è stata la diffusione di alcune foto e di un video in cui Berlusconi accarezza e dà da mangiare ad alcuni agnelli pochi giorni prima di Pasqua, lo scorso 9 aprile.


Fonte: Il Post

Macron si schiera con l'Italia sulla questione migranti

“Non abbiamo ascoltato abbastanza il grido di aiuto dell'Italia sulle regole sulla crisi dei migranti”, ha detto Macron dopo l'incontro con Paolo Gentiloni

“Spero che si possa andare avanti per una vera riforma del diritto d'asilo e delle regole comuni per meglio proteggere gli stati che sono più esposti alla pressione migratoria”, ha aggiunto Macron

Il primo incontro dopo l'elezione di Emmanuel Macron tra lo stesso presidente francese e il presidente del Consiglio italiano Paolo Gentiloni ha rilanciato l'idea di un lavoro a stretto contatto tra i due paesi e la Germania e con tutti i paesi “con cui condividiamo i valori per far avanzare e migliorare l'Europa”.

Al centro dell'incontro c'è stato anche il tema dell'immigrazione. “Non abbiamo ascoltato abbastanza il grido di aiuto dell'Italia sulle regole sulla crisi dei migranti”, ha ammesso Macron durante la conferenza stampa tenuta a Parigi dopo l'incontro tra i due.

“Conosco le sfide che l'Italia ha dovuto affrontare in tema di migrazioni. Il mio auspicio è che si possa andare avanti per una vera riforma del diritto d'asilo e delle regole comuni per meglio proteggere gli stati che sono più esposti a questa pressione migratoria”, ha detto Macron.

Il presidente francese si è soffermato anche su altri aspetti. “Voglio anche che insieme si possa progredire su un'agenda per proteggere meglio i nostri lavoratori”, ha aggiunto.

Gentiloni ha spiegato che Italia e Francia intendono lavorare insieme “su una politica monetaria europea che vada nella direzione di un'unione fiscale e monetaria, su regole comuni che l'Italia intende rispettare e che devono sempre incoraggiare la convergenza e non le differenze tra paesi europei”. “L'Italia e la Francia sono paesi talmente vicini e amici che non solo lavoreremo ma sarà una gioia lavorare insieme”.

Macron e Gentiloni hanno inoltre rilanciato l'unione fiscale dell'Eurozona. Macron ha sottolineato alcuni punti cruciali come “la creazione di un budget comune” e ha reso omaggio “al poliziotto e al militare feriti alla stazione di Milano” giovedì 18 maggio.

Fonte: The Post Internazionale

Trump conferma l'alleanza con Israele contro l'Iran

Il presidente degli Stati Uniti, in viaggio nel paese del Medio Oriente, è stato accolto dal premier Netanyahu e dal presidente Rivlin

La cerimonia di accoglienza si è svolta all'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv. Credits: Amir Cohen

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha iniziato il 22 maggio la sua visita in Israele. Ad accoglierlo all'aeroporto di Tel Aviv il premier israeliano Benyamin Netanyahu che nel suo discorso di benvenuto ha ringraziato Trump facendo riferimento alla costante ricerca della pace da parte di Gerusalemme.

“Abbiamo un'opportunità rara di portare stabilità e pace nella regione”, ha commentato Trump che ha aggiunto: “Sono venuto per ribadire il legame che non può essere spezzato tra Stati Uniti e Israele”.

Il legame tra i due paesi è stato messo in evidenza anche dal presidente Reuven Rivlin che ha sottolineato l'importanza di visitare i luoghi sacri delle principali religioni monoteiste al mondo.

Durante l'incontro con Rivlin Trump ha sottolineato di essere sulla stessa linea di Israele per quanto riguarda il contrasto all'Iran: “Stati Uniti e Israele possono dichiarare a una voce che all'Iran non sarà mai, mai, mai concesso di avere un arma nucleare. L'Iran deve smettere di addestrare e finanziare i gruppi terroristici e le milizie”, ha detto.

Il presidente degli Stati Uniti si è recato in visita con la moglie Melania al Santo Sepolcro nella Città Vecchia di Gerusalemme. Si è spostato a piedi dalla Porta di Giaffa lungo le vie del mercato nel Quartiere cristiano insieme alla figlia Ivanka e al marito Jared Kushner. Circa 750 agenti hanno vigilato sulla sua sicurezza del presidente e su quella della sua delegazione con cecchini sui tetti ed elicotteri in volo sulla zona. Trump si è poi recato al Muro del Pianto, dove ha sostato per alcuni minuti.

Il presidente Usa ha indossato la kippà e si è avvicinato al Muro. Ha appoggiato la mano destra sulle pietre millenarie e ha infilato un biglietto di voto come vuole la tradizione. Questa parte della visita è considerata privata e non prevede la partecipazione di esponenti politici israeliani.

Non è invece previsto durante questo viaggio alcun incontro tra il presidente statunitense, quello israeliano e quello palestinese. Il segretario di Stato americano Rex Tillerson ha escluso la possibilità di un vertice a tre tra Trump, Netanyahu e Abu Mazen.

Fonte: The Post Internazionale

sabato 20 maggio 2017

141 morti in un attacco in una base militare in Libia

A Brak al-Shati, nel sud del paese: la maggior parte sono soldati di Khalifa Haftar, che si oppone al governo riconosciuto dall'ONU

Una foto del 2016 , in Libia (MAHMUD TURKIA/AFP/Getty Images)

Almeno 141 persone sono morte in un attacco alla base militare di Brak al-Shati, nel sud della Libia. La maggior parte dei morti erano soldati che rispondevano a Khalifa Haftar, il capo dell’esercito libico che da tempo sta cercando di prendere il controllo di tutta la Libia e che si oppone al governo di unità nazionale di Fayez al Sarraj, riconosciuto dall’ONU e sostenuto dall’Italia. Il numero di morti è stato confermato da un portavoce delle truppe di Haftar.

Ahmad al-Mismari, un generale vicino ad Haftar, ha accusato di aver ordinato l’attacco il governo di unità nazionale, che ha subito negato e lo ha condannato: il ministro della Difesa Mahdi al-Barghathi e il generale Jamal al-Treiki sono però stati sospesi. I militari uccisi nell’attacco stavano tornando da una parata e sembra fossero disarmati.
Fonte: Il Post

Rouhani vince le elezioni in Iran per la seconda volta

Il candidato moderato ha sconfitto il conservatore Ebrahim Raisi con il 56,30 per cento dei voti. Affluenza al 70 per cento

Hassan Rouhani è stato eletto per la prima volta nel 2013. Credit: Adrees Latif

Il presidente iraniano Hassan Rouhani si avvia al suo secondo mandato alla guida del paese. I risultati delle elezioni che si sono tenute venerdì 19 maggio in Iran hanno sancito un'ampia vittoria per il candidato riformista e presidente uscente, che ha conquistato circa il 56 per cento dei voti.

La televisione di stato si è congratulata con Rouhani per la vittoria secondo quanto riportato dall'agenzia Reuters.

Il principale rivale di Rouhani era il conservatore Ebrahim Raisi, che ha ottenuto quasi il 38 per cento dei voti e ha denunciato presunte irregolarità nel voto sostenendo che i supporter del presidente in carica avrebbero compiuto atti di propaganda vietati presso le cabine elettorali.

Rouhani, 68 anni, è un politico moderato che nel 2015 ha aderito all'accordo internazionale con gli Stati Uniti e altri paesi per limitare il programma nucleare iraniano al fine di limitare le sanzioni e far crescere l'economia del paese. Il presidente statunitense Donald Trump si oppone al trattato, che tuttavia è stato rinnovato dalla Casa Bianca.

Alle elezioni ha votato il 70 per cento degli aventi diritto. Per l'alta affluenza ai seggi, il ministero dell'Interno ha deciso di estendere l'orario di voto dalle otto alle dieci di sera (ora locale), mentre in alcuni seggi si è continuato a votare fino alle 24 ora locale.

Fonte: The Post Internazionale

venerdì 19 maggio 2017

Il Senato ha finalmente approvato una legge sul reato di tortura, solo che non va bene

Il testo, che ora deve tornare alla Camera, è stato definito «stravolto» e «impresentabile» dalle associazioni umanitarie

(©Lapresse)

Mercoledì 17 maggio il Senato ha approvato con 195 voti favorevoli, 8 contrari e 34 astenuti un disegno di legge che introduce nel nostro ordinamento il reato di tortura. Il testo (di iniziativa parlamentare, a prima firma di Luigi Manconi del PD, e risultato dell’unificazione di altri cinque disegni di legge) era arrivato in commissione Giustizia del Senato il 22 luglio del 2013, era stato approvato dal Senato nel 2014, successivamente alla Camera con delle modifiche (aprile del 2015) e a distanza di due anni, tra promesse di approvazione e rinvii, di nuovo al Senato e sempre con delle modifiche. Il ddl passerà ora alla Camera per una quarta lettura. Il testo approvato in questi giorni è diverso da quello iniziale proposto dal senatore del PD Luigi Manconi, che da molti anni si occupa della violenza delle forze di polizia e della tutela dei diritti delle persone detenute. Manconi ha detto che «è un testo stravolto» e lui stesso non ha partecipato al voto. Con il nuovo testo si contestualizza quello che fa scattare la pena: viene introdotto il termine «reiterate violenze», l’agire «con crudeltà» e il «verificabile trauma psichico».

L’introduzione del reato di tortura nel nostro codice penale è un provvedimento atteso da tempo e molto discusso. L’Italia ha ratificato nel 1989 la convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura, ma non si è dotata di una legge specifica che riguardi gli agenti di polizia e altri pubblici ufficiali. Il Codice penale prevede, all’articolo 608, limiti per le “misure di rigore” che le forze di polizia possono attuare nei confronti delle persone che si trovano in stato di fermo e arresto, ma non ci sono molti riferimenti a tutele e garanzie. Altri tre articoli (581, 582 e 612) sono invece dedicati ai comuni cittadini che procurano ad altre persone minacce, lesioni, danni fisici o psichici e prevedono pene fino a un massimo di 3 anni, ma non si applicano per i pubblici ufficiali e le forze di polizia. Il codice penale non identifica reati specifici per azioni di questo tipo, compiute da chi è pubblico ufficiale, con abuso di autorità verso i singoli cittadini privati.

Il testo originale
Il disegno di legge presentato nel 2014 era composto da sei articoli, introduceva il reato di tortura e lo rendeva punibile con la reclusione da 3 a 10 anni: «Chiunque, con violenze o minacce gravi, ovvero mediante trattamenti inumani o degradanti la dignità umana, cagiona acute sofferenze fisiche o psichiche ad una persona privata della libertà personale o affidata alla sua custodia o autorità o potestà o cura o assistenza ovvero che si trovi in una condizione di minorata difesa, è punito con la reclusione da tre a dieci anni». Le pene erano diverse se il fatto era commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di pubblico servizio nell’esercizio delle sue funzioni, con pene aumentate dai 5 ai 12 anni. Se dal fatto derivava una lesione personale, le pene erano aumentate: di un terzo se la «lesione personale è grave», della metà «in caso di lesione personale gravissima». Se dal fatto derivava la morte «quale conseguenza non voluta», la pena era la reclusione per trent’anni. Se la morte era causata da un atto volontario, la pena era l’ergastolo.

Nel ddl c’erano riferimenti anche al reato di istigazione a commettere tortura: un pubblico ufficiale o un incaricato di pubblico servizio che istigava un collega rischiava da sei mesi a tre anni, indipendentemente dal fatto se il reato di tortura venisse poi commesso o meno. L’articolo 2 diceva che le dichiarazioni ottenute tramite tortura non potevano essere utilizzate, salvo che contro le persone accusate di tale delitto e al solo fine di provarne la responsabilità penale. Il testo prevedeva infine negli altri articoli delle tutele, e cioè il divieto di estradizione o respingimento, per gli stranieri «verso uno Stato qualora esistano fondati motivi di ritenere» che quella stessa persona rischi di essere sottoposta a tortura.

Il nuovo testo
Luigi Manconi ha spiegato: «Il primo giorno della legislatura, il 15 marzo del 2013, presentai un ddl sulla tortura. Quanto accaduto in questi anni è stato lo stravolgimento di quel testo che ricalcava lo spirito profondo che aveva animato le convenzioni e i trattati internazionali sul tema. E le modifiche approvate lasciano ampi spazi discrezionali perché, ad esempio, il singolo atto di violenza brutale di un pubblico ufficiale su un arrestato potrebbe non essere punito. E anche un’altra incongruenza: la norma prevede perché vi sia tortura un verificabile trauma psichico. Ma i processi per tortura avvengono per loro natura anche a dieci anni dai fatti commessi. Come si fa a verificare dieci anni dopo un trauma avvenuto tanto tempo prima? Tutto ciò significa ancora una volta che non si vuole seriamente perseguire la violenza intenzionale dei pubblici ufficiali e degli incaricati di pubblico servizio in danno delle persone private della libertà, o comunque loro affidate». Secondo Manconi, poi, il reato viene considerato come comune e non proprio, slegato quindi nella sua definizione dall’operato dei pubblici ufficiali o di incaricati di pubblico servizio.

Nei vari passaggi il testo originale è stato via via precisato e il suo scopo ristretto. Si è cioè contestualizzo quello che fa scattare la pena: viene introdotto il termine «reiterate violenze», l’agire «con crudeltà» e il «verificabile trauma psichico». Il nuovo testo approvato dal Senato, all’articolo 1 prevede che «chiunque, con violenze o minacce gravi, ovvero agendo con crudeltà, cagiona acute sofferenze fisiche o un verificabile trauma psichico a una persona privata della libertà personale o affidata alla sua custodia, potestà, vigilanza, controllo, cura o assistenza, ovvero che si trovi in condizioni di minore difesa, è punito con la reclusione da 4 a 10 anni». I traumi psichici dovranno cioè essere verificati. Inoltre è stato aggiunto che il fatto deve essere «commesso mediante più condotte ovvero se comporta un trattamento inumano e degradante per la dignità della persona», insistendo dunque nel limitare la tortura ai soli comportamenti ripetuti nel tempo. Infine, a tutela delle forze di polizia, è stata confermata l’esclusione dalla legge delle sofferenze risultanti unicamente dall’esecuzione di legittime misure privative o limitative di diritti da parte dei pubblici ufficiali. Quindi il singolo atto di violenza potrebbe anche non essere punito, così come non viene applicata la pena nel caso che le sofferenze siano indotte da legittime misure preventive o limitative dei diritti. Nelle Convenzioni ONU i trattamenti sono definiti semplicemente come inumani o degradanti, e non occorrono più condotte.

Diverse associazioni che si occupano di tortura, come Amnesty International e Antigone, hanno detto che il testo è «impresentabile». Le due associazioni hanno pubblicato una dichiarazione: «Questa legge, qualora venisse confermata anche dalla Camera, sarebbe difficilmente applicabile. Il limitare la tortura ai soli comportamenti ripetuti nel tempo e a circoscrivere in modo inaccettabile l’ipotesi della tortura mentale è assurdo per chiunque abbia un minimo di conoscenza del fenomeno della tortura nel mondo contemporaneo, nonché distante e incompatibile con la Convenzione internazionale contro la tortura. Con rammarico prendiamo atto del fatto che la volontà di proteggere, a qualunque costo, gli appartenenti all’apparato statale, anche quando commettono gravi violazioni dei diritti umani, continua a venire prima di una legge sulla tortura in linea con gli standard internazionali che risponda realmente agli impegni assunti 28 anni fa con la ratifica della Convenzione».

La condanna di Strasburgo
Nell’aprile del 2015, la Corte europea dei diritti umani di Strasburgo ha condannato l’Italia per la condotta tenuta dalle forze dell’ordine durante l’irruzione alla scuola Diaz al G8 di Genova del 2001, dove secondo i giudici le azioni della polizia ebbero «finalità punitive» con una vera e propria «rappresaglia, per provare l’umiliazione e la sofferenza fisica e morale delle vittime». La Corte aveva quindi parlato di «tortura» e aveva invitato l’Italia a «dotarsi di strumenti giuridici in grado di punire adeguatamente i responsabili di atti di tortura o altri maltrattamenti impedendo loro di beneficiare di misure in contraddizione con la giurisprudenza della Corte». La sentenza aveva riaperto il dibattito sul reato di tortura e aveva portato a un’accelerazione, seppure temporanea, della discussione di un nuovo disegno di legge in Parlamento. Associazioni e osservatori chiedono da tempo leggi più chiare su questo tema, anche alla luce di quanto avvenuto con i casi Cucchi, Aldrovandi e Uva.

Fonte: Il Post

Il governo ha approvato il decreto sull'obbligo dei vaccini a scuola

L'obbligo riguarda asili nido e scuole materne. Il decreto prevede inoltre l'aumento del numero di vaccini obbligatori, che passano da 4 a 12

Per le scuole dell'obbligo invece l'assenza delle vaccinazioni provocherà solo un'ingente sanzione pecuniaria

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge che reintroduce l'obbligatorietà delle vaccinazioni per l'iscrizione a scuola. "Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale" è il titolo del provvedimento.

La linea che è passata è quella della ministra dell'Istruzione, Valeria Fedeli che prevedeva l'obbligo dei vaccini agli asili nido e alle scuole materne. Per le scuole dell'obbligo, invece, l'assenza delle vaccinazioni provocherà solo un'ingente sanzione pecuniaria.

La linea della ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, prevedeva invece l’obbligo delle vaccinazioni per l’iscrizione a elementari, medie e primi due anni di superiori.

Il decreto prevede inoltre l'aumento del numero di vaccini obbligatori, che passano da 4 a 12. Diventano obbligatori i vaccini contro morbillo, parotite, rosolia e varicella e i due contro la meningite, di ceppo B e C.

“Di fronte a questa obbligatorietà abbiamo deciso alcune misure”, ha detto il premier Gentiloni che ha aggiunto: “L'obiettivo è ridurre al minimo nei prossimi mesi e anni la fascia di popolazione non protetta”. L'urgenza del decreto, ha spiegato il presidente del Consiglio, deriva dalla diffusione, negli ultimi mesi, di teorie anti scientifiche che hanno portato un abbassamento della protezione.

“Le vaccinazioni sono uno strumento fondamentale di salute pubblica”, ha detto la ministra alla Salute Beatrice Lorenzin, elencando i problemi legati al calo delle coperture che si sta registrando in questi anni.

Non condivide la linea Fedeli Roberto Burioni, professore di microbiologia e virologia al San Raffaele di Milano e attivo nel campo della divulgazione scientifica. “I bambini non vaccinati a causa dell'egoismo e della superstizione dei genitori sono un pericolo per tutti gli altri bambini, in particolare per quelli malati che non si possono vaccinare. Questi bambini sfortunati hanno un diritto allo studio altrettanto sacrosanto quanto i non vaccinati; e insieme a loro tutta la società, compresi noi due, ha il diritto alla salute, messa in pericolo dalle mancate vaccinazioni”, scrive Burioni.

“Se mi saltasse l'idea di fare truccare la mia automobile potenziandone il motore senza omologarla la polizia stradale non si limiterebbe, giustamente, a farmi una salata multa. Mi sequestrerebbe l'auto perché un veicolo truccato in maniera pericolosa mette a rischio sia il conducente, sia gli altri automobilisti. Da quello che leggo sembra invece che lei auspichi che, a fronte del pagamento di una multa, venga concesso a dei genitori di mettere a rischio la salute dei loro figli, dei figli degli altri e anche di tutti noi. In questo caso non parlo solo da medico e da scienziato; parlo anche da cittadino e da padre. Il fatto che il Ministro responsabile dell'istruzione di mia figlia possa esprimere pubblicamente una simile posizione mi fa orrore, e mi fa sperare che simili follie non trovino ospitalità nel Consiglio dei Ministri, dove non sono felice che sieda con un così delicato incarico una persona che da un lato difende il diritto all'istruzione, dall'altro auspica che venga consentito infrangere il diritto alla Salute a fronte di un semplice pagamento in denaro”, ha aggiunto Burioni.

Fonte: The Post Internazionale