mercoledì 28 gennaio 2015

Risultati del sondaggio 'Chi vorreste come nuovo Presidente della Repubblica?'











Stefano Rodotà
20 (32%)

Altro
12 (19%)

Gino Strada
11 (18%)

Non so
4 (6%) 

Romano Prodi
4 (6%)

Anna Finocchiaro
3 (4%)

Pier Luigi Bersani
2 (3%)

Mario Draghi
2 (3%)

Walter Veltroni
2 (3%)

Pietro Grasso
1 (1%)

Giuliano Amato
0 (0%)

Roberto Benigni
0 (0%)

Piero Fassino
0 (0%)

Dario Franceschini
0 (0%)

Paolo Gentiloni
0 (0%)

Mario Monti
0 (0%)

Pier Carlo Padoan
0 (0%)

Ignazio Visco
0 (0%) 


Voti totali 61

I sondaggi non hanno un valore statistico, si tratta di rilevazioni non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno l'unico scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione.

martedì 27 gennaio 2015

27 gennaio: giornata della Memoria. Per non dimenticare...


Oggi è la giornata della Memoria, per commemorare le vittime del nazismo e del fascismo, dell'Olocausto. Il 27 gennaio del 1945 furono aperti i cancelli della città polacca di Auschwitz e fu svelato l'orrore del campo di sterminio, delle deportazioni, del genocidio nazista che causò la morte di milioni di persone, soprattutto ebrei. Ricordare la Shoah, conservare nel tempo la memoria di un periodo nero della nostra storia, per non dimenticare l'orrore e le vittime.

lunedì 26 gennaio 2015

Cos’è Syriza, il partito che ha vinto le elezioni greche


  • Syriza è l’acronimo di Synaspismós Rizospastikís Aristerás (Coalizione della sinistra radicale). Il partito nasce nel 2004 come coalizione diverse formazioni della sinistra greca, tra cui ecologisti, comunisti e sinistra democratica.
  • Syriza si costituisce come partito nel 2012. Alle elezioni del 17 giugno 2012 diventa il secondo partito greco per numero di voti e il principale partito di opposizione al governo di Antonis Samaras. Alle elezioni europee del maggio del 2014 il partito ottiene più del 26 per cento dei voti, superando di tre punti Nea Demokratia, la formazione politica del primo ministro e diventando così il primo partito del paese.
  • Il leader di Syriza è Alexis Tsipras, quarant’anni, ingegnere civile. Tsipras proviene dall’ala più a sinistra del Partito comunista greco (Kke). Si è fatto conoscere nel 2006 quando si è candidato a sindaco di Atene.
  • Il successo di Syriza comincia dopo le rivolte di studenti e lavoratori nel 2008. Inizialmente militavano nel partito sopratutto i giovani. Ma con gli anni la base elettorale del partito si è allargata ai lavoratori del settore pubblico e ai piccoli imprenditori, in difficoltà a causa della crisi.
  • La campagna elettorale di Syriza si è concentrata sulla promessa della fine delle misure di austerità e di nuovi fondi per la spesa pubblica. Tra le proposte fatte: energia elettrica gratuita per i più poveri, buoni pasto distribuiti nelle scuole e case per i senzatetto.

Fonte: Internazionale

sabato 24 gennaio 2015

La Giornata della Memoria: alcune riflessioni


Di Salvatore Santoru

Si sta avvicinando il 27 gennaio, la giornata dedicata a ricordare la Shoah e i crimini commessi dal nazifascismo durante la Seconda Guerra Mondiale.

Tale giornata sarà accompagnata da una miriade di eventi, programmi televisivi,incontri culturali e buona parte delle personalità politiche nazionali e internazionali affermeranno che non bisogna dimenticare, affinché gli orrori del passato non si ripetano.

Come ogni anno, in tale giornata si tenderà a sottolineare l'unicità dell'Olocausto e del nazifascismo, definito "male assoluto" e considerato come "ombra" ancestrale della modernità, eppure urge riflettere su questa presunta unicità.

Difatti, senza nulla togliere alla valenza di questa giornata, sarebbe utile che il "non dimenticare" sia esteso anche ad altri genocidi che hanno insanguinato il Novecento, che nonostante non siano conosciuti come la Shoah, non per questo devono essere lasciati nel dimenticatoio.

Si pensi ad esempio all' Holodomor, lo sterminio di più di 7 milioni di ucraini sotto il regime di Stalin, sterminio che per lungo tempo è stato nascosto all'opinione pubblica, principalmente per il fatto che Stalin e l'URSS erano stati annoverati nel campo dei "buoni" nel secondo conflitto mondiale, in quanto alleati con l'Occidente nella lotta contro il nazifascismo.


Tralasciando le altre 22 milioni vittime dello stalinismo, si pensi allo sterminio di più di 2 milioni di armeni eseguito da parte dell'Impero Ottomano, eppure anche di esso se n'è parla da poco e con cautela, visto che il governo turco ufficialmente lo nega e imprigiona chiunque osi parlarne, ed essendo la Turchia un paese alleato degli USA, membro della NATO e che l'Unione Europea vorrebbe annoverare tra i suoi membri, meglio non parlarne abbastanza.


Si pensi al genocidio cambogiano avvenuto sotto il regime di Pol Pot e dei cosiddetti "khmer rossi", con 2 milioni e mezzo di persone sterminate su una popolazione di 7 milioni, o a quello indonesiano sotto il generale filo-statunitense Suahrto, sempre più di 2 milioni di persone sterminate per ragioni politiche.


Senza dimenticare lo sterminio "indiretto" di circa 30 milioni di persone compiuto in Cina da Mao Tze Tung, o tanti altri che sono avvenuti più diversi recentemente, ciò che accomuna tutti questi genocidi è la volontà di annientamento dell' Altro, sia esso diverso dal punto dell'etnia, della religione, della classe sociale o dell'orientamento politico o di altro tipo, eppure sembra che le vittime di questi "altri Olocausti" siano da considerarsi di serie B, in quanto non rientranti storicamente nella parte dei "vincitori".

Urge anche una riflessione di carattere ideologico .
Non è tanto il nazifascismo il "male assoluto", ma la causa di tanto male che ha insanguinato il Novecento è da ricercarsi semmai nell'impulso totalitario e distruttivo comune a tutte le grandi ideologie che hanno animato il "secolo breve", sia il socialcomunismo reale che il nazifascismo, e anche in misura ovviamente più soft la "liberaldemocrazia", la quale però non risulta poi così tanto meglio delle altre due, se si sommano le morti delle innumerevoli guerre (mondiali o meno ) provocate nel nome di essa.

Certamente non sono gli ideali di per sé il problema, ma la loro strumentalizzazione e il fanatismo derivante, come d'altronde avviene con la religione .

C'è anche da dire che purtroppo la "Giornata della Memoria" viene spesso strumentalizzata a fini ideologici e politici, ma ora che il tempo è maturo, sarebbe il momento di voltare pagina e fare in modo che essa possa diventare realmente ricordo, non solo della Shoah ma più in generale dei tremendi crimini che hanno attraversato il Novecento, lasciandosi alle spalle questo tragico secolo e i suoi "fantasmi".

Fonte: Informazione Consapevole

venerdì 23 gennaio 2015

La Tecnologia ha cambiato le nostre vite. Ma la privacy?


E’ indubbio che la tecnologia e i nuovi mezzi di comunicazione digitale hanno cambiato e migliorato la nostra vita, specie nei paesi sviluppati. E a questo risultato arriva anche il sondaggio di Microsoft, “Views from Around the Globe: 2nd Annual Poll on How Personal Technology Is Changing Our Lives”. Ma la privacy resta comunque un problema.

La tecnologia e i nuovi mezzi di comunicazione hanno cambiato le nostre vite in meglio e questo è un dato ormai sotto gli occhi di tutti. Ma come sempre (o quasi) accade di fronte a innovazioni così importanti c’è sempre un prezzo da pagare, un qualcosa da dare indietro in un certo senso. E in questo caso parliamo di privacy. Ma, nonostante tutto, è fatto salvo, e lo deve essere sempre, il principio per cui un utente ha la possibilità di “far conoscere si sè solo ciò che vuole davvero far sapere” e non tutto, la Privacy resta comunque un aspetto che preoccupa e non poco gli utenti di tutto il mondo. Gli utenti, noi tutti, dobbiamo assumere maggiore consapevolezza riguardo alla privacy. Ma il problema esiste nel momento in cui si vuole fruire di quei servizi nati e sviluppatisi grazie alla tecnologia.

Questa premessa era doverosa perchè lo studio che vogliamo presentarvi oggi tratta anche di questo. E quindi vedremo se e come la Privacy viene vissuta come un problema da risolvere. Lo studio è stato realizzato da Microsoft e si intitola “Views from Around the Globe: 2nd Annual Poll on How Personal Technology Is Changing Our Lives“, una ricerca effettuata in 12 paesi (Brasile, Cina, Francia, Germania, India, Indonesia, Giappone, Russia, Sud Africa, Corea del Sud, Turchia e Stati Uniti) presentata a Davos dove da domani, fino al 24 gennaio, si terrà World Economic Forum. Gli utenti intervistati sono 12 mila e tutti utenti internet (intervistati tra il 17 dicembre 2014 e il 1° gennaio 2015). Il sondaggio non è stato effettuato in Italia, ma risulta comunque di estremo interesse.

La tecnologia per la maggioranza degli utenti intervistati sta rendendo il mondo un posto migliore dove vivere, migliorando notevolmente condizioni e situazioni con cui ci misuriamo tutti i giorni come il lavoro, come fare la spesa e anche come comunicare, aspetto assolutamente rilevante. Ma dalla ricerca emergono delle differenze dal punto di vista dell’atteggiamento tra gli utenti dei paesi sviluppati e gli utenti delle economie emergenti (come si definiscono ora i paesi che prima si definivano in via di sviluppo). In pratica, mentre gli utenti dei paesi delle economie emergenti vivono le novità elogiandone i vantaggi che queste comportano, come l’impatto sociale, l’impatto sull’economia e delle opportunità che nascono da questa, gli utenti dei paesi sviluppati, quindi dove la tecnologia è molto più presente, esprimono invece delle preoccupazioni, specie in fatto di Privacy.


Intanto c’è da evidenziare che:

- in tutti e 12 paesi gli utenti pensano che la tecnologia ha un impatto positivo nella ricerca di prodotti più accessibili e nella possibilità di poter avviare nuovi business. Inoltre sostengono che benefici si vedono nel maggior utilizzo dei social media e nell’innovazione delle imprese;

- la maggioranza degli utenti ritiene che le “tecnologie personali” hanno incrementato la loro produttività;

- rispetto alla scorsa edizione dello studio, molto utenti affermano che la tecnologia ha avuto effetti positivi nei trasporti e anche nell’alfabetizzazione; mentre sono meno gli utenti che dicono che le tecnologie hanno avuto un effetto positivo sui legami sociali, sulle libertà personali e sulla politica, in termini di espressione;

- la preoccupazione per la Privacy ha avuto un balzo significativo. Infatti in 11 paesi su 12 gli utenti hanno affermato che l’effetto della tecnologia sulla privacy è stato negativo. La maggioranza degli utenti sostiene che i livelli di protezione per gli utenti stessi sono insufficienti. Solo in India e in Indonesia gli utenti hanno la consapevolezza delle informazioni raccolte.

Come abbiamo detto prima, dalla ricerca emergono delle differenza tra paesi sviluppati ed economie emergenti. Infatti il 60% degli utenti dei paesi economie emergenti pensano che le nuove tecnologie hanno avuto un impatto positivo nei loro legami sociali; nei paesi sviluppati la percentuale si ferma al 36%. Il 59% degli utenti dei paesi delle economie emergenti pensa che i servizi di sharing economy, come Uber e Airbnb sono migliori dei servizi tradizionali. Nei paesi sviluppati solo il 33% degli utenti la pensa in questo modo. Il 59% degli utenti dichiara che grazie alla tecnologia hanno interesse a lavorare nel settore delle scienze, delle tecnologie, dell’ingegneria e della matematica. Questa percentuale sale all’85% invece tra gli utenti dei paesi sviluppati. In particolare, il 77% delle donne dei paesi delle economie emergenti dichiara di sentirsi incoraggiate a lavorare proprio in quei settori (in inglese, STEM); tra le donne dei paesi sviluppati questa percentuale scende al 46%.

Ma anche voi siete del parere che la tecnologia ha cambiato il nostro modo di vivere e le nostre società? E siete anche voi preoccupati per ciò che riguarda la privacy?

Francesco Russo

Fonte: InTime, Condivido per Comunicare

giovedì 22 gennaio 2015

Prestiti ai privati: situazioni e consigli


Che si attribuisca la colpa alla situazione economica o alla crisi finanziaria i dati parlano chiaro: le banche chiudono i rubinetti e i prestiti ai privati calano ulteriormente.

I numeri sono relativi al mese di novembre 2014, e dimostrano come i finanziamenti degli istituti di credito al settore privato, sia che si tratti di famiglie o imprese, siano calati ulteriormente dell'1,6%. Un dato che fa il paio col calo del 2,1% registrato nel mese precedente, anche se in lieve miglioramento.

In generale sono diminuiti i prestiti alle società non finanziarie (-2,6%) più che quelli alle famiglie (-0,6%), anche se il quadro generale pare tutt'altro che confortante. Stesso discorso per quanto concerne le sofferenze bancarie, ovverosia i crediti che le banche fanno fatica a riscuotere in quanto provenienti da aziende in crisi.

Il cosiddetto 'tasso di sofferenza' si attesta sul 18,4%, in lieve ripresa rispetto ad ottobre (+0,7%) ma comunque preoccupante. Una via d'uscita potrebbe consistere nella cartolarizzazione dei crediti, con la Banca Centrale Europea a fare da intermediario per l'acquisto dell'intero pacchetto creditizio mentre il Governo svolgerebbe il ruolo di venditore.

L'unico mercato che pare non aver avuto scossoni negli ultimi mesi è quello relativo ai mutui sugli immobili: i tassi di interesse aumentano dello 0,01% nel mese di novembre, stabilizzandosi a quota 3,19%. E’ da sottolineare il ruolo che la Rete sta assumendo nelle richieste di mutuo o di finanziamento: oggigiorno è diventato più semplice , veloce e alla portata di tutti richiedere un prestito grazie anche alle risorse e agli strumenti messi a disposizione degli istituti di credito, strumenti come quello sul sito di Hellobank che permettono la simulazione in tempo reale dei tassi dei prestiti o dei mutui da richiedere.

Intanto si attende il sì dell'Italia all'adesione del fondo "Efsi" – European fund for strategic investment – uno strumento operativo del 'Piano Junker' elaborato dalla Commissione Europea per dare nuova linfa agli investimenti, sia nel pubblico che nel privato. Come ha spiegato in una conferenza stampa tenutasi a Roma il vice-presidente della Commissione Europea delegato per il piano di investimenti Jyrki Katainen: "L'Efsi darà prestiti, non saranno finanziamenti a fondo perduto, il suo obiettivo è soprattutto spingere gli investimenti privati, soprattutto quelli ad alto rischio"

Lo stesso Katainen fa il punto sulla situazione degli investimenti in Europa, sostenendo che: "A livello europeo si sono ridotti anche gli investimenti pubblici, ma, a causa dei vincoli e della situazione economica, ma è triste constatare che molti Stati membri, quando tagliano i bilanci, in questi anni hanno in realtà dato la precedenza nei tagli agli investimenti pubblici, e questo ha ridotto tantissimo il livello degli investimenti"

Il piano inerente al Fondo sarà completato entro il mese di giugno, anche se l'attività dovrebbe cominciare già prima della stagione estiva. L'Italia sta alla finestra, in attesa di confermare o meno la sua partecipazione: "Ho incontrato il Ministro Padoan: l'Italia non ha ancora deciso se e per quale cifra contribuire al fondo" ha chiosato il vice-presidente Katainen.

Monica Fabrizi

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mercoledì 21 gennaio 2015

Caserta, i Casalesi controllavano l’ospedale: 24 arresti

Il clan di Michele Zagaria controllava gare d'appalto con l'appoggio di politici e amministratori locali


I tentacoli della camorra raggiungono anche il settore della sanità con l’obiettivo di ottenere appalti e controllare l’assegnazione diretta dei lavori. Sono 24 le persone finite in manette in un’operazione della Dia di Napoli nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica del capoluogo campano sulle gare truccate delle Asl di Caserta, aggiudicate ad imprese legate al clan dei Casalesi con l’appoggio di politici e amministratori locali. Sono stati effettuati numerosi sequestri di società e di beni. L’indagine riguarda in particolare appalti truccati per l’azienda ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta, già finite al centro di altre inchieste. Gli arresti sono avvenuti nelle prvince di Caserta, Napoli e Verona. I reati ipotizzati a vario titolo sono quelli di associazione a delinquere di stampo mafioso, corruzione, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e abuso d’ufficio.

LEGGI ANCHE: Mafia, ‘ndrangheta, camorra: la nuova mappa dei clan

APPALTI TRUCCATI ALL’OSPEDALE, AFFARE DEL CLAN ZAGARIA – Dalle indagini emerge che a controllare l’ospedale di Casera era il clan di Michele Zagaria, che riusciva a truccare attraverso i suoi uomini i bandi di gara e gli atti per favorire imprese amiche. Nel giro degli affari c’erano anche bar, distributori automatici, lavori di manutenzione degli immobili e gli affidamenti diretti, per i quali l’organizzazione agiva in regime di monopolio. Il gruppo crminale Zagaria si caratterizza rispetto ad altri sodalizi criminali per la sua maggiore attenzione nella gestione degli interessi economico-imprenditoriali. Nelle sue relazioni la Dia segnala che negli anni il clan ha raggiunto posizioni di controllo di alcuni settori dell’economia, come la grande distribuzione e gli appalti pubblici.

(Foto di copertina: l’arresto di Michele Zagaria da archivio LaPresse)

Fonte: Giornalettismo

lunedì 19 gennaio 2015

Auguri Paolo Borsellino


Oggi Paolo Borsellino avrebbe compiuto 75 anni. Paolo vive nei nostri cuori. Tanti auguri!

Link: Paolo Borsellino (da Wikipedia)