giovedì 14 dicembre 2017

Ci sono almeno 15 morti per un attentato suicida in una scuola di polizia di Mogadiscio, in Somalia


Un attentatore suicida travestito da poliziotto si è fatto esplodere in una scuola di polizia di Mogadiscio, in Somalia, uccidendo almeno 15 agenti. Un funzionario di polizia ha detto a Reuters che ci sono altri 17 feriti. Il gruppo terrorista islamista al Shabaab ha rivendicato l’attentato, sostenendo però di avere ucciso 27 poliziotti: un bilancio molto più alto di quello confermato.

(AP Photo/Farah Abdi Warsameh) 

Fonte: Il Post

Secondo Medici Senza Frontiere, la scorsa estate almeno 6.700 rohingya sono stati uccisi nelle violenze in Myanmar


Secondo l’organizzazione umanitaria Medici Senza Frontiere, lo scorso agosto almeno 6.700 rohingya sono stati uccisi nelle violenze in Myanmar da parte del governo e dell’esercito. Del tentativo dell’esercito del Myanmar di fare una pulizia etnica della minoranza musulmana rohingya si è molto parlato negli ultimi mesi: circa 647.000 persone erano state costrette con la forza a lasciare le loro case e cercare rifugio in Bangladesh e il governo del Myanmar aveva parlato di circa 400 persone morte (anche se non aveva mai ammesso la sua responsabilità nelle violenze).

Lo studio di Medici Senza Frontiere, basato su interviste con più di 600.000 profughi rohingya, dice che il numero dei morti è molto più alto di quello ammesso dal governo del Myanmar: secondo MSF circa 9.000 persone sono morte tra il 25 agosto e il 25 settembre dopo l’inizio delle violenze e il numero di 6.700 morti è la loro stima più conservativa. Tra i morti, dice MSF, circa 750 erano minorenni.

Rohingya in attesa di essere chiamati per ricevere cibo e acqua nel campo profughi di Kutupalong (ED JONES/AFP/Getty Images)

Fonte: Il Post

Il testamento biologico è legge

È passato al Senato dopo mesi di ostruzionismo: introdurrà, entro alcuni limiti, il diritto all’interruzione delle terapie

Emma Bonino con alcuni rappresentanti dell'associazione Luca Coscioni durante il voto al Senato. (ANSA/GIUSEPPE LAMI)

La legge sul testamento biologico è stata approvata dal Senato oggi, giovedì 14 dicembre, dopo mesi di ostruzionismo e decine di migliaia di emendamenti. È passata con 180 voti a favore, 71 contrari e 6 astensioni, con una maggioranza diversa da quella che sostiene il governo Gentiloni. Hanno votato a favore il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle e la sinistra (MDP, Sinistra Italiana-Possibile), mentre alcuni senatori cattolici e gran parte del centrodestra hanno votato contro: Forza Italia, che ha lasciato però libertà di coscienza ai propri senatori, Lega Nord e Alternativa Popolare. La legge sul testamento biologico introdurrà entro alcuni limiti il diritto all’interruzione delle terapie, che finora doveva passare dai tribunali.

Ieri, mercoledì 13 dicembre, l’aula aveva approvato gli otto articoli che compongono la legge senza modifiche rispetto al testo della Camera votato lo scorso 20 aprile. Gli emendamenti al disegno di legge erano circa 3.000, presentati per lo più da Alternativa Popolare e Lega Nord. Il gruppo di “Federazione per la libertà-Idea” di Gaetano Quagliariello aveva anche presentato alla presidenza del Senato la richiesta di 15 voti segreti sul provvedimento che una maggioranza trasversale, composta da Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, ha però superato respingendo con un margine piuttosto ampio anche le modifiche più controverse, come quella sull’idratazione e la nutrizione del malato terminale. Durante l’approvazione finale, in piazza Montecitorio c’erano alcuni rappresentanti dell’Associazione Luca Coscioni che hanno festeggiato insieme a diversi altri attivisti.

La legge permette – entro alcuni limiti – di esprimere in anticipo quali trattamenti medici ricevere nel caso di gravi malattie. In particolare, consente a qualsiasi maggiorenne la possibilità di rinunciare ad alcune terapie mediche, in particolare alla nutrizione e all’idratazione artificiale. Questa interruzione può essere ottenuta anche con le cosiddette “disposizioni anticipate di trattamento” (DAT), un documento nel quale si può indicare a quali terapie si vuole rinunciare e a quali condizioni, nel caso in cui a un certo punto si sia impossibilitati a esprimere la propria preferenza. Il paziente può anche chiedere di essere sedato in maniera continua e profonda, in modo da poter morire senza soffrire, in una sorta di coma indotto. Di fatto il diritto all’interruzione delle terapie, comprese nutrizione e idratazione artificiale, era già stato ottenuto per via giurisprudenziale, cioè grazie alle sentenze dei tribunali; ora sarebbe allargato a tutti, per legge.

Secondo i sostenitori della libertà di scelta sul fine vita, la legge arrivata al Senato è sostanzialmente buona, anche se contiene diverse aperture alla possibilità che le volontà del malato non vengano rispettate. Per esempio è permessa ampia libertà per il medico di rifiutarsi di seguire le indicazioni del paziente o quelle contenute nelle DAT, qualora siano state scoperte nuove terapie che potrebbero permettere un miglioramento del paziente di cui lui stesso non era a conoscenza al momento della redazione delle DAT. Ma un medico può rifiutarsi di interrompere nutrizione o idratazione artificiale anche per motivi descritti in maniera molto generica, che sembrano introdurre la possibilità di un’obiezione di coscienza.

Fonte: Il Post

lunedì 11 dicembre 2017

Perché si parla di nuovo di Dell’Utri

Il tribunale ha deciso che l'ex senatore di Forza Italia, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, deve restare in carcere nonostante le sue condizioni di salute

(ANSA/MICHELE NACCARI)

In questi giorni si è tornato a parlare molto di Marcello Dell’Utri, cofondatore ed ex senatore di Forza Italia, condannato a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa. La scorsa settimana il tribunale di sorveglianza di Roma gli ha negato una richiesta di scarcerazione per motivi di salute. Dell’Utri ha 74 anni e soffre di varie gravi patologie che però, secondo la decisione del tribunale, sono compatibili con il regime carcerario. La decisione del tribunale ha causato molte polemiche e dichiarazioni da parte dei leader politici e intellettuali in particolare di centrodestra, ma anche della sinistra più liberale, che hanno definito la carcerazione di Dell’Utri una pena eccessiva, se non una forma di tortura o di pena di morte.

Dell’Utri aveva presentato la richiesta di scarcerazione più di un anno fa, ma il tribunale è arrivato a una decisione soltanto lo scorso 7 dicembre. Il tribunale ha deciso di seguire le indicazioni contenute nella perizia dei due esperti che aveva nominato la scorsa estate: il medico legale Alessandro Fineschi e il cardiologo Luciano De Biase. Secondo i medici, Dell’Utri può restare in carcere a patto che determinate cure mediche gli vengano somministrate in ospedale. Nella motivazione alla decisione, i giudici hanno scritto: «Sulla scorta del quadro clinico complessivo i periti hanno concluso per la compatibilità con il carcere non emergendo criticità o urgenze tali da rendere necessario il ricorso a cure o trattamenti non attuabili in regime di detenzione ordinario».

Secondo gli avvocati, invece, Dell’Utri non può più rimanere in carcere a causa di alcune gravi patologie, tra cui un problema cardiocircolatorio, un tumore alla prostata e una forma di diabete. Il procedimento è durato molto, con la prima udienza che si era tenuta nel settembre del 2016. Mentre gli esperti nominati dal tribunale hanno contestato le affermazioni degli avvocati, una vecchia perizia di alcuni periti scelti dalla procura (e quindi dell’accusa) sosteneva invece la tesi degli avvocati difensori e cioè che Dell’Utri non potesse più restare in carcere. La procura ha preferito ascoltare i periti nominati dal tribunale invece che i suoi, e ha chiesto che la richiesta di scarcerazione venisse respinta.

Dopo la decisione del tribunale Dell’Utri ha fatto diverse dichiarazioni, attraverso i suoi avvocati e chi lo visita in carcere. In un primo momento ha detto che avrebbe rifiutato cibo e cure mediche, e diversi giornali gli hanno attribuito la frase: «Ora mi lascio morire». Alcuni visitatori hanno poi riferito che in questi giorni Dell’Utri si sta nutrendo soltanto di acqua e fette biscottate. Diversi parlamentari del centrodestra hanno chiesto che a Dell’Utri venga concessa la grazia dal presidente della Repubblica, una campagna sostenuta anche da quotidiani come Il Giornale e Il Tempo. Pochi giorni fa però Dell’Utri ha detto che non intende chiedere la grazia, e che se gli venisse concessa la rifiuterebbe.

Dell’Utri era stato condannato a 7 anni di carcere nel maggio del 2014 per concorso esterno in associazione mafiosa, un reato che non esiste nel codice penale ed è molto discusso dai giuristi (ci arriviamo). Dopo un breve periodo di latitanza, venne arrestato a Beirut e nel giugno dello stesso anno venne estradato in Italia. Secondo i giudici che lo hanno condannato, Dell’Utri svolse per anni il ruolo di anello di congiunzione tra Silvio Berlusconi e alcuni esponenti della mafia siciliana. Nella sentenza definitiva è scritto che nel corso degli anni Ottanta ci fu «un accordo di natura protettiva e collaborativa raggiunto da Berlusconi con la mafia per il tramite di Dell’Utri». Anche questo processo è stato lungo e particolarmente tortuoso. Le prime indagini risalgono al 1994, il processò iniziò nel 1997 e terminò nel 2004 con una condanna a 9 anni di reclusione. Il processo di appello terminò nel 2010, ma fu annullato dalla Cassazione nel 2012. Nel 2013 Dell’Utri fu condannato nuovamente in appello, condanna che poi definitivamente confermata in Cassazione.

Oltre alle sue condizioni di salute, anche il reato per cui è stato condannato ha suscitato molte polemiche. Il reato di “concorso esterno in associazione mafiosa” non esiste nel codice penale. Deriva infatti dalla “fusione” di due diversi reati: l’associazione per delinquere di tipo mafioso, articolo 416 bis, e l’articolo 110, che prevede il concorso di persone in altri reati. Il tema era tornato di attualità dopo la sentenza della Corte di Cassazione sul caso di Bruno Contrada, un ex dirigente della polizia e dei servizi segreti condannato nel 2007 a 10 anni anche lui per concorso esterno in associazione mafiosa. Nel luglio scorso, in seguito a un ricorso presentato dai legali di Contrada, la Corte di Cassazione aveva stabilito che la pena, già scontata da Contrada parte in carcere e parte ai domiciliari, era da considerarsi «ineseguibile e improduttiva di effetti» poiché all’epoca dei fatti di cui era accusato il concorso esterno non era un reato sufficiente “tipizzato”, cioè era ancora troppo generico e poco preciso. Secondo i magistrati Dell’Utri ha compiuto il reato fino al 1992, prima che venisse “tipizzato”, quindi anche lui potrebbe rientrare nella stessa categoria di Contrada e vedersi la condanna annullata in caso di ricorso.

Fonte: Il Post

Il tentato attacco alla stazione degli autobus di New York

Un uomo ha cercato di farsi saltare in aria ma qualcosa è andato storto, per fortuna: ci sono quattro persone ferite in modo lieve, tra cui l'attentatore

(BRYAN R. SMITH/AFP/Getty Images)

Quattro persone sono state ferite in seguito a un’esplosione in uno dei sottopassi di una stazione degli autobus Port Authority a New York, poco distante da Times Square. Nessuno dei feriti è in pericolo di vita. La polizia ha fermato un sospettato, che è anche una delle quattro persone ferite. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo aveva una bomba rudimentale legata al petto. Non è chiaro se la bomba fosse stata costruita con poco esplosivo o se sia detonata soltanto in parte. Secondo la polizia, la bomba potrebbe essere detonata prima del previsto a causa di qualche difetto di fabbricazione.

Il sindaco di New York Bill De Blasio ha definito l’incidente «un tentato attacco terroristico». Nel corso della conferenza stampa tenuta dal sindaco e dal capo della polizia la bomba è stata definita in più di un’occasione “rudimentale”. Il sospettato – che secondo la polizia avrebbe agito da solo – è stato identificato, si tratta di Akayed Ullah, 27 anni, originario del Bangladesh e residente negli Stati Uniti da 7 anni. In seguito all’esplosione alcune strade intorno alla stazione sono state chiuse, così come alcune linee della metropolitana. Dopo alcune ore dall’attacco la circolazione è ripresa normalmente e il terminal è stato riaperto.

Fonte: Il Post

mercoledì 6 dicembre 2017

La Russia non parteciperà ai Giochi olimpici invernali del 2018

I Giochi olimpici invernali di Pyeongchang inizieranno il 9 febbraio 2018 e termineranno il 25 dello stesso mese

Credit: AFP PHOTO / Kirill KUDRYAVTSEV

Il Comitato olimpico internazionale ha deciso: la Russia non parteciperà ai giochi invernali del 2018 a Pyeongchang, in Corea del Sud.

Il bando è stato introdotto per punire le autorità di Mosca in relazione all’utilizzo massiccio di doping da parte degli atleti nella scorsa edizione del 2014, ospitate proprio dalla Russia a Sochi.

Secondo le indagini svolte dal Comitato olimpico internazionale, le autorità russe avrebbero avuto responsabilità evidenti nella vicenda, attraverso manipolazioni di leggi e sistemi anti-doping.

Responsabilità però sempre respinte dal Cremlino, che ha parlato di “manipolazioni politiche”.

Il Cio non ha però chiuso le porte alla partecipazione di atleti russi alla competizione.

Questi potranno gareggiare solo sotto bandiera neutrale e dovranno dimostrare di non essere mai stati coinvolti nel programma sponsorizzato dallo stato o aver fatto utilizzo di sostanze dopanti nel corso della loro carriera.

Gli atleti russi invitati a gareggiare si sfideranno sotto la bandiera olimpica, come avviene tradizionalmente per tutti coloro che competono al di fuori di una determinata federazione sportiva nazionale.

I Giochi olimpici invernali di Pyeongchang inizieranno il 9 febbraio 2018 e termineranno il 25 dello stesso mese.

Fonte: The Post Internazionale

Angelino Alfano ha detto che non si candiderà alle prossime elezioni


Angelino Alfano, ministro degli Esteri e leader di Alternativa Popolare, ha detto che non si candiderà alle prossime elezioni politiche e che non sarà disposto ad assumere l’incarico di ministro in un eventuale governo. Alfano ha parlato durante le registrazione della puntata della trasmissione Porta a Porta che andrà in onda questa sera. In passato Alfano era stato ministro della Giustizia durante il governo Berlusconi. Nel 2013 venne rieletto con Forza Italia, ma uscì dal governo insieme a numerosi parlamentari quando Berlusconi decise di togliere la fiducia al governo Letta, per sostenere il suo governo e poi quelli guidati da Matteo Renzi e Paolo Gentiloni.

Da allora Alfano è stato ministro dell’Interno con il governo Letta e il governo Renzi e poi ministro degli Esteri durante il governo Gentiloni. Non è chiaro cosa accadrà ad Alternativa Popolare (AP), il partito fondato da Alfano attualmente alleato di governo del Partito Democratico. Molti commentatori davano per contato che AP avrebbe formato un’alleanza politica con il PD in vista delle prossime elezioni politiche, così come aveva fatto alle ultime regionali in Sicilia.

Fonte: Il Post

martedì 5 dicembre 2017

La Corte Suprema spagnola ha ritirato il mandato di arresto europeo per Carles Puigdemont


La Corte Suprema spagnola ha ritirato il mandato di arresto europeo per l’ex presidente catalano Carles Puigdemont e per altri quattro ex ministri del suo governo, dicendo che i cinque politici – che si trovano da alcune settimane in Belgio – hanno manifestato la volontà di tornare in Spagna. Puigdemont e gli altri ministri scapparono in Belgio il 27 ottobre dopo la dichiarazione di indipendenza unilaterale della Catalogna, considerata illegale dalla Spagna.


L'ex presidente della Catalogna Carles Puigdemont. (AURORE BELOT/AFP/Getty Images)

Fonte: Il Post