martedì 30 agosto 2016

È morto l'attore statunitense Gene Wilder

Si è spento all'età di 83 anni l'attore volto mitico di Willie Wonka e Frankenstein Junior

Gene Wilder

Jerome Silberman, attore, sceneggiatore, scrittore e regista, famoso nel mondo del cinema con lo pseudonimo di Gene Wilder, si è spento all'età di 83 anni. Da tempo era malato di Alzheimer è deceduto a causa di complicazioni dovute proprio alla malattia con la quale conviveva da oltre 20 anni.

Raggiunge l'apice del suo successo negli anni Settanta con i film diretti da Mel Brooks e Richard Pryor. Indimenticabile nell'interpretazione dello scienziato pazzo in "Frankenstein Junior", resterà nella memoria anche per il volto di Willie Wonka, l 'eccentrico e controverso protagonista della "Fabbrica di cioccolato" di Mel Stuart, film culto di tante generazioni.

Torna alla ribalta nel 1974 con due grandi pellicole: "Frankestein Junior" e "Mezzogiorno e mezzo di fuoco", i due film escono a breve distanza l'uno dall'altro e gli regalano anche una nomination all'Oscar per la migliore sceneggiatura non originale ottenuta grazie a "Frankestein Junior".

Si è spento nella sua casa in Stamford, nel Connecticut, lasciando la moglie Karen Boyer con cui era sposato dal 1991.

Fonte: The Post Internazionale

Terremoto: il giorno dei funerali ad Amatrice

E si cercano ancora gli ultimi dispersi tra le macerie, mentre si avviano le indagini sui crolli: i morti sono 292, mentre sono 2.925 gli sfollati assistiti dalla Protezione Civile

Amatrice (ANSA/MASSIMO PERCOSSI)

Ad Amatrice, oggi alle 18, si terranno i funerali di stato per buona parte delle 231 persone morte in città a causa del terremoto del 24 agosto scorso, che ha causato danni anche nei comuni vicini e nel complesso la morte di 292 persone. La decisione di celebrare i funerali ad Amatrice è stata presa ieri dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, con le autorità locali, dopo che gli sfollati avevano protestato contro la scelta di tenerli nei pressi dell’aeroporto di Rieti, come inizialmente deciso dalla prefettura locale, dove erano già state trasportate decine di corpi negli ultimi giorni. Le proteste avevano indotto il sindaco di Amatrice a consultarsi con il governo per spostare ad Amatrice la cerimonia, anche se questo comporterà qualche complicazione in più dal punto di vista logistico a causa delle difficoltà di accesso alla zona in seguito al crollo di alcune infrastrutture lungo le strade che portano al comune.


Il bilancio provvisorio
L’ultimo bilancio provvisorio della Protezione Civile parla di 292 persone morte: 231 ad Amatrice, 11 ad Accumoli e 50 nella zona di Arquata del Tronto. Non ci sono indicazioni ufficiali sui dispersi, ma si pensa che siano poco meno di una decina e tutti nel comune di Amatrice. Vigili del fuoco e soccorritori sono ancora al lavoro tra le macerie per la ricerca di altri corpi: ieri ne sono stati estratti due in città. Gli sfollati assistiti dalla Protezione Civile sono 2.925: 1.200 nelle Marche, 755 in Umbria e i restanti nel Lazio. La disponibilità complessiva è di 5.400 posti: dovrebbe essere sufficiente per accogliere tutte le persone interessate dal terremoto, e rimaste senza casa.

Le indagini
La procura di Rieti sta raccogliendo documenti e testimonianze sugli edifici crollati nei paesi del terremoto, a partire da Amatrice e Accumoli. Nei prossimi giorni i magistrati apriranno diversi fascicoli per occuparsi dei singoli casi, in modo da farsi un’idea sullo stato degli edifici prima dei crolli e sui lavori cui erano o dovevano essere sottoposti per l’adeguamento antisismico. Dalle informazioni raccolte finora dai giornali, sembra che a molti edifici fossero state applicate semplici e non meglio definite “migliorie”, senza che fossero effettuate ristrutturazioni per aumentare la capacità degli edifici di resistere a terremoti di media intensità.

Il Corriere della Sera di oggi parla dell’esistenza di un “documento riservato che dimostra le irregolarità compiute nella ristrutturazione degli edifici pubblici di Amatrice e Accumoli dopo il sisma del 1997 dell’Umbria. È la relazione dell’ente attuatore su 21 appalti assegnati per la messa a norma degli stabili”. Il documento contiene informazioni sullo stato di alcuni edifici di cui si è parlato molto negli ultimi giorni, come la torre civica e la sede dei Carabinieri ad Accumoli. In diversi stanziamenti, erano stati messi a disposizione fondi per oltre 6 milioni di euro usati per i lavori di ristrutturazione, ma che solo in alcuni casi avevano compreso un effettivo adeguamento, scrive sempre il Corriere.

Torre Civica
Per uno degli edifici più conosciuti di Accumoli erano stati spesi circa 90mila euro ed erano stati effettuati collaudi nel 2012 e nel 2013, senza che fossero segnalati particolari problemi. In seguito al terremoto del 24 agosto, però, la torre si è lesionata ed è stata interessata da diversi crolli. Gli adeguamenti avrebbero dovuto rendere la struttura più resistente alle sollecitazioni dei terremoti, ma solo le indagini potranno chiarire come mai ciò non sia avvenuto e se ci sia qualche responsabilità.

Campanile
Lo stesso vale per il campanile della chiesa di Accumoli: è crollato su una casa nelle vicinanze, causando la morte di una famiglia di quattro persone. Era stato sottoposto a una serie di interventi, ma dalle prime informazioni raccolte sembra che le ristrutturazioni avessero interessato più che altro la chiesa, con il mancato adeguamento antisismico del campanile.

Caserma dei Carabinieri
La caserma di Accumoli era stata sottoposta ad alcune ristrutturazioni dopo il terremoto dell’Umbria, sfruttando uno stanziamento da 150mila euro. I lavori furono indicati come “ultimati e collaudati”, secondo i documenti visionati dal Corriere, e sembra che fosse quindi tutto in regola. Anche in questo caso, però, l’edificio ha subito danni consistenti e non è più agibile.

Scuola Romolo-Capranica
L’edificio originario era degli anni Trenta e aveva subito diverse ristrutturazioni nel corso del tempo. Con fondi per oltre 600mila euro, erano stati sostituiti gli infissi ed erano stati effettuati alcuni “miglioramenti sismici” in una parte dell’edificio centrale, ma niente di paragonabile a lavori più incisivi di un adeguamento antisismico vero e proprio. Un ulteriore intervento fu eseguito in un secondo tempo, con la spesa di circa 200mila euro, ma anche in questo caso si effettuarono migliorie e non adeguamenti veri e propri, stando almeno ai documenti e alle ricostruzioni fatte finora dai giornali. In seguito al terremoto, la scuola ha subito danni molto gravi e diversi suoi ambienti sono inagibili.

Case private
L’inchiesta giudiziaria di Rieti si occuperà anche delle case private, in particolar modo sulle certificazioni che attestavano la loro messa in sicurezza, fornite ai proprietari al momento dell’acquisto. I documenti con le certificazioni dovranno essere confrontati con i danni subiti dagli edifici, per capire se in alcuni casi i lavori non fossero adeguati per l’effettiva messa in sicurezza delle case.

Utilizzo dei fondi
Repubblica scrive che i terremoti dell’Umbria nel 1997 e dell’Aquila nel 2009 “hanno fatto piovere sul territorio della provincia di Rieti 84 milioni di euro di fondi per la ricostruzione”, ma che “parte di quel denaro non è stato ancora speso, o è stato speso male, o, ancora, non è stato utilizzato per rendere gli edifici sicuri”. La gestione non ideale dei fondi, per esempio, ha comportato rinvii e mancati lavori su alcune importanti infrastrutture, come i ponti sulle strada provinciale e su quella regionale che portano verso Amatrice. Inoltre, “dopo il sisma del 1997, il Genio civile individuò sul territorio reatino 300 interventi di ricostruzione e miglioramento sismico per un totale di 79 milioni di euro messi a disposizione dallo Stato. Tra Accumoli e Amatrice c’erano 11 immobili e 10 chiese da sistemare”. Il problema è che quei fondi, spalmati su numerosi interventi, resero possibili “migliorie” e non interventi più approfonditi di adeguamento per rendere gli edifici più resistenti alle scosse di terremoto, con gli effetti che ora sono visibili a tutti.

Contributo autonomo di sistemazione (CAS)
Buona parte degli sfollati è orientata a chiedere il CAS, il rimborso mensile offerto dallo Stato e che può arrivare a un massimo di 600 euro per famiglia, da usare per le spese legate alla sistemazione in case in affitto o altre soluzioni alternative, in attesa di avere una nuova casa in cui abitare. Un primo fondo di 50 milioni di euro stanziati dal governo coprirà questa spesa, poi dovranno essere erogati nuovi finanziamenti, probabilmente attingendo alle risorse che metterà a disposizione l’Unione Europea per l’emergenza.

Sistemazioni
La Protezione Civile è al lavoro per organizzare la costruzione di case temporanee dove ospitare buona parte degli sfollati, in modo da consentirgli di rimanere nei pressi dei loro paesi e di tenere insieme le comunità. I lavori richiederanno però qualche mese, quindi dovranno essere pensate soluzioni intermedie, anche in vista dell’arrivo dell’autunno e del freddo, che nelle zone montuose del terremoto arriva già nei primi giorni di settembre. Tra le ipotesi ci sono l’utilizzo di moduli abitativi prefabbricati, migliorie ai campi già esistenti e l’utilizzo degli alberghi lungo la costa adriatica per qualche settimana.

Casa Italia
Ieri il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha ribadito nella sua newsletter di voler avviare il prima possibile un progetto che ha chiamato “Casa Italia” e che servirà per andare oltre l’emergenza attuale, con piani di più ampio respiro per mettere in sicurezza edifici pubblici e privati e risolvere altri problemi del territorio, legati per esempio al dissesto idrogeologico. Il piano prevede investimenti consistenti, che saranno suddivisi anno per anno con il “passo del maratoneta”, come ha scritto Renzi. Il governo ha ipotizzato di stanziare il denaro escludendolo dai calcoli del debito pubblico e quindi dai parametri imposti dall’Unione Europea, sul rapporto tra deficit e Prodotto interno lordo (PIL). Per ora la proposta non ha convinto molto la Commissione Europea, che ha già ricordato che solo le spese di emergenza nell’immediato possono essere escluse dal calcolo sul debito, non quelle legate a interventi strutturali e nel medio-lungo periodo. Renzi aveva chiesto, e si aspetta, una maggiore flessibilità da parte della UE, ed è probabile che il tema sarà al centro dei prossimi incontri con i principali leader europei e con il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker.

Fonte: Il Post

domenica 28 agosto 2016

Terremoto: com’è la situazione al quinto giorno di ricerche

Il bilancio dei morti è di 290, alla scuola di Amatrice oggi ci sono stati nuovi crolli dopo una scossa

Una donna guarda delle macerie ad Amatrice, il 28 agosto 2016 (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

Alle 15.07 di oggi c’è stata una nuova scossa di terremoto ad Amatrice, in provincia di Rieti, di magnitudo 3.7: è stata la più forte registrata in giornata e ha fatto crollare altre parti della scuola Romolo Capranica, che già era stata fortemente danneggiata il 24 agosto. Si è parlato molto della scuola Capranica perché come tutti gli edifici pubblici avrebbe dovuto essere adeguata alle norme antisismiche: in effetti l’edificio era stato inaugurato nel settembre del 2012 dopo una ristrutturazione per essere adeguato e ora la procura di Rieti indagherà sul perché nonostante i lavori la costruzione sia crollata. Fortunatamente non ci sono stati morti in questo particolare crollo, dato l’orario e il periodo dell’anno in cui è avvenuta la grande scossa della notte del 24 agosto.

Sabato 27 agosto si è svolto il funerale di Stato di 35 delle persone morte nel terremoto. Erano tutte persone morte nelle Marche, mentre la maggior parte dei funerali di chi è morto nella provincia più colpita, quella di Rieti, in Lazio, deve ancora svolgersi. L’ultimo bilancio dice che i morti sono 290: sabato sera la Protezione Civile aveva detto che i morti erano 291, ma domenica mattina la prefettura di Rieti ha corretto il bilancio, abbassandolo a 290. 229 persone sono morte ad Amatrice, 11 ad Accumoli e 50 ad Arquata del Tronto e Pescara del Tronto, i comuni – i primi due in provincia di Rieti, il terzo e il quarto in provincia di Ascoli Piceno – colpiti più duramente dal terremoto. Le persone ferite, in parte già curate e dimesse dagli ospedali, sono state invece quasi 400.

Fonte: Il Post

sabato 27 agosto 2016

Terremoto nel centro Italia, il quarto giorno

Il 27 agosto è stata indetta una giornata di lutto nazionale. Ad Ascoli Piceno si terranno i funerali delle prime vittime alla presenza delle massime cariche dello stato

Le rovine di Amatrice. Credit: Ciro de Luca

Tre forti scosse hanno devastato l'Italia centrale della notte del 24 agosto, causando la morte di 268 persone. L'epicentro della prima scossa, di magnitudo 6.0, si è registrato a 2 chilometri da Accumoli, Rieti, e 10 da Arquata del Tronto, Ascoli Piceno, e Amatrice, Rieti.

L'ipocentro del sisma è stato registrato a soli 4 chilometri di profondità. La prima scossa si è verificata alle 3.36 ed è stata sentita a grande distanza, fino a Napoli o in Emilia Romagna. È durata 142 secondi. La seconda e la terza alle 4.32 e 4.33, di magnitudo 5.4. Queste ultime due hanno avuto epicentro nei pressi di Norcia, in Umbria.

Delle 294 vittime, 233 solo ad Amatrice, 50 ad Arquata e 11 ad Accumoli. I feriti sono in tutto 388.

---- GLI AGGIORNAMENTI:

Nella giornata del 27 agosto è stata indetto il lutto nazionale, in occasione dei funerali delle vittime marchigiane ad Ascoli Piceno, alla presenza delle massime cariche dello Stato, organizzati nel palazzetto dello sport cittadino.

Questa mattina il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è recato in visita ad Amatrice e Accumoli, portando il sostegno dell'intero paese.

La Protezione civile sta dando assistenza a 2500 persone, i posti disponibili nelle tendopoli per gli sfollati sono 3800.

La Protezione civile ha chiesto di interrompere l'invio di coperte e cibo, arrivati in abbondanza nei luoghi colpiti dal sisma. "Servono soldi e posti letto", ha comunicato.

È salita a 6.120.296 euro la cifra raccolta per le popolazioni colpite dal terremoto tramite l'sms al 45500, attivo dalle 15 dello scorso 24 agosto. Lo riferisce il Dipartimento della Protezione Civile.

Fonte: The Post Internazionale

venerdì 26 agosto 2016

Terremoto: si lavora ancora tra le macerie

Una nuova scossa di magnitudo 4.8 ha causato altri crolli ad Amatrice, il governo ha stanziato un primo fondo da 50 milioni, i morti sono almeno 267: tutte le notizie

Poliziotti davanti alle macerie ad Amatrice (Carl Court/Getty Images)

Oggi ad Amatrice e nelle altre zone interessate dal terremoto di magnitudo 6 di mercoledì 24 agosto si è continuato a lavorare tra le macerie, per sgomberare le vie di accesso agli edifici danneggiati, mettere in sicurezza alcuni palazzi e per cercare ancora eventuali persone rimaste tra i detriti dei crolli. Nel suo ultimo bilancio provvisorio la Protezione Civile ha annunciato che le persone morte a causa del terremoto sono almeno 267, ma le stime potrebbero cambiare ancora nelle prossime ore. Le persone ferite, in parte già curate e dimesse dagli ospedali, sono state quasi 400.

Alle 6:28 di questa mattina ad Amatrice c’è stata una nuova scossa di terremoto di magnitudo 4.8, che ha causato ulteriori crolli in uno dei comuni già danneggiati più seriamente dal sisma di mercoledì. Non ci sono stati feriti tra i vigili del fuoco e gli altri soccorritori che da più di due giorni lavorano tra le macerie per cercare persone e mettere in sicurezza la zona.

Ieri, intanto, il Consiglio dei ministri ha assicurato risorse economiche e assistenza alle zone terremotate: è stato stanziato un primo fondo di 50 milioni di euro ed è previsto un piano per l’emergenza e la gestione delle centinaia di sfollati, che hanno passato la loro seconda notte nei campi di accoglienza allestiti dalla Protezione Civile. Il presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti ha parlato ieri dopo una giunta straordinaria dedicata al terremoto: la decisione più importante che è stata presa è lo stanziamento di 5 milioni di euro per la gestione dell’emergenza «e per le esigenze che si potrebbero presentare nelle prossime ore».

La Protezione Civile ha detto che circa 2.100 sfollati hanno trascorso la notte nei campi allestiti con tende, e che la capienza massima è intorno ai 3.500 posti, quindi non dovrebbero esserci problemi di sovraffollamento. Sono inoltre in corso l’organizzazione di sistemazioni alternative non in tenda per parte della popolazione. Nel complesso nelle Marche sono stati messi a disposizione degli sfollati 900 posti letto, tra tende approntate dalla Protezione Civile e altre sistemazioni. In Umbria sono ospitate 719 persone, concentrate per oltre la metà nella zona di Norcia.

Domani, sabato 27 agosto, sarà giornata di lutto nazionale. Alle 11.30 ad Ascoli Piceno si svolgeranno anche i primi funerali delle persone morte nel terremoto. Alla cerimonia prenderà parte il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che andrà anche ad Amatrice e nelle zone colpite. La messa verrà celebrata dal vescovo di Ascoli Giovanni D’Ercole e si svolgerà nel palazzetto dello sport. Ai funerali sarà presente anche il presidente del Consiglio, Matteo Renzi.

Fonte: Il Post

giovedì 25 agosto 2016

Terremoto: ci sono oltre 240 morti

Nel Centro Italia si continua a scavare tra le macerie e cercare persone disperse dopo la scossa di ieri di magnitudo 6 tra Amatrice e Accumoli: tutte le notizie

Soldati cercano persone intrappolate tra le macerie ad Amatrice (ANSA/ MASSIMO PERCOSSI)

Il terremoto nel Centro Italia di mercoledì 24 agosto ha causato la morte di almeno 241 persone, ha detto la Protezione Civile oggi, rivedendo la stima di 247 fornita nelle prime ore di oggi. Da più di 24 ore, centinaia di vigili del fuoco, soccorritori e volontari sono al lavoro tra le macerie per cercare eventuali sopravvissuti e i corpi di chi è morto a causa dei crolli degli edifici. Le situazioni più difficili continuano a essere ad Amatrice e Accumoli nel Lazio e a Pescara del Tronto nelle Marche. Il numero di dispersi è imprecisato e si teme che ci possano essere ancora decine di persone sotto i detriti, mentre sono migliaia gli sfollati che hanno passato la loro prima notte lontani dalle loro case rese inagibili dal terremoto, nei campi allestiti dalla Protezione Civile.

Fonte: Il Post

mercoledì 24 agosto 2016

Terremoto di magnitudo 6 nel centro Italia

Tre forti scosse, la prima di magnitudo 6 alle 3.36 e la seconda e la terza alle 4.32 e 4.33, hanno scosso questa notte Lazio, Marche, Umbria

Pescara del tronto. Credit: Ansa

Tre forti scosse hanno devastato l'Italia centrale questa notte. L'epicentro della prima scossa, di magnitudo 6.0, si è registrato a 2 chilometri da Accumoli, Rieti, e 10 da Arquata del Tronto, Ascoli Piceno, e Amatrice, Rieti.

L'ipocentro del sisma è stato registrato a soli 4 chilometri di profondità. La prima scossa si è verificata alle 3.36 ed è stata sentita a grande distanza, fino a Napoli o in Emilia Romagna. È durata 142 secondi.

La seconda e la terza alle 4.32 e 4.33, di magnitudo 5.4. Queste ultime due hanno avuto epicentro nei pressi di Norcia, in Umbria.

Il bilancio, ancora provvisorio si attesta a 73 vittime, secondo quanto riferito dalla Protezione civile nel corso di una conferenza stampa.

I danni più gravi si sono verificati ad Amatrice dove, secondo le parole del sindaco, il paese è per metà distrutto. Le operazioni di soccorso per recuperare la gente sotto le macerie sono iniziate. L'ospedale di Amatrice è del tutto inagibile, mentre la chiesa principale distrutta. Gravi danni anche a Pescara del Tronto. 

Dopo le prime tre scosse, altre 39 scosse di minore gravità si sono susseguite.

Si tratta del sisma più grave da quello dell'Aquila del 2009, che provocò la morte di oltre 300 persone. Si scava, anche con le mani, incessantemente.

Sono attivi i numeri della Protezione Civile: 840840 e 803555.

I vigili del Fuoco e i volontari della protezione civile stanno continuando ad arrivare sul posto anche dalle regioni vicine.

In primi feriti gravi sono stati trasportati da Amatrice all'ospedale dell'Aquila e Perugia e alcuni, con l'elisoccorso, a Roma.

Una donna è stata estratta viva dalle macerie ad Amatrice.

Il capo del dipartimento della Protezione civile in conferenza stampa ha aggiornato la popolazione sulla situazione, dicendo che sono già attive le strutture di soccorso e accoglienza.

"Scenario apocalittico" è come viene definita la situazione ad Amatrice dai testimoni e dai reporter che si trovano sul posto.

La protezione civile ha chiesto di ridurre al minimo gli spostamenti nelle strade circostanti, per non ostacolare i soccorsi.

L'Avis di Rieti ha allertato la popolazione per la raccolta di sangue di tutti i gruppi sanguigni, che potrà essere donato presso l'ospedale de Lellis del capoluogo.

Ad Arquata del Tronto sono stati estratti vivi dalle macerie due bambini.

Danni alle linee Enel stanno provocando mancanze di energia elettrica in alcune aree.

Papa Francesco ha rimandato la catechesi del mercoledì all'udienza generale in piazza San Pietro, invitando tutti i fedeli accorsi a pregare insieme per tutte le vittime del terremoto.

C'è stato un crollo dalla parete est del Corno piccolo del Gran Sasso, dove ci sono le vie di arrampicata. Nessun danno, solo paura.

Da molte regioni di Italia stanno arrivando a Rieti, centro di coordinamento, mezzi, uomini di soccorso, unità cinofile e tanta solidarietà. Dall'estero arriva la disponibilità all'assistenza da parte di Israele. Da Roma 40 ambulanze e 7 elicotteri. È stato mobilitato anche l'Esercito.

Il sindaco di Accumoli ha dichiarato che nessuna casa del paese è agibile, servono tendopoli per ospitare la popolazione sfollata.

Solidarietà anche dall'Unione europea, che si dice pronta ad aiutare tramite la dichiarazione del commissario Ue agli aiuti umanitari e alla gestione delle crisi, Christos Stylianides.

Si stanno allestendo le prime tendopoli per accogliere la popolazione.

La Direzione Regionale Sanità del Lazio ha disposto inoltre l'apertura straordinaria dei centri trasfusionali di Roma e Rieti, per far fronte all'esigenza di sangue per l'evento sismico.

Alle ore 13.52 un'altra scossa sismica di magnitudo 4.9 ha fatto tremare la terra. Si è appena percepita anche da Roma.

Fonte: The Post Internazionale

domenica 21 agosto 2016

Turchia, esplosione durante una festa di nozze a Gaziantep

Cinquantuno le vittime e oltre 90 i feriti, soprattutto donne e bambini. L'attentatore è un bambino di età compresa tra i 12 e i 14 anni, secondo il presidente Erdogan

Alcune donne piangono le vittime della festa di nozze uccise da un'esplosione a Gaziantep, in Turchia, il 20 agosto 2016. Credit: Osman Orsal

Nella notte di sabato 20 agosto, un'esplosione durante una festa di nozze che si stava svolgendo all'aperto nella città turca di Gaziantep, ha ucciso almeno 51 persone e ne ha ferite oltre 90, ma il bilancio delle vittime potrebbe salire. Lo hanno reso noto le autorità turche. L'attacco è avvenuto in una zona popolata da studenti universitari ed è stata avvertita in tutta la città.

L'attentatore suicida ad aver compiuto la strage è un bambino di età compresa tra i 12 e i 14 anni, secondo quanto ha dichiarato il presidente turco, Recep Tayyp Erdogan, che aveva puntato il dito contro l'Isis affermando che "i terroristi non possono sopraffare la Turchia e cercare di provocare il popolo puntando sulla sensibilità etnica e settaria, essi non prevarranno. Non c'è differenza tra il Pkk, l'organizzazione terroristica di Gulen e l'attacco terroristico potenzialmente dell'Isis a Gaziantep".

Gaziantep si trova vicino al confine siriano ed è noto per la presenza di alcune cellule dell'Isis. Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa AFP, l'esplosione è avvenuta in una parte della città caratterizzata da una folta presenza curda, ma al matrimonio preso di mira non c'erano invitati curdi.

Le immagini diffuse sui social network mostrano donne e bambini con il volto coperto di sangue, la sala completamente distrutta con sedie e tavoli finiti in strada, decine di ambulanze e tanti corpi a terra. Un'esplosione così forte, ha detto un cronista del posto, da essere udita da un capo all'altro della città di oltre un milione e mezzo di abitanti.
Il primo a parlare di un kamikaze è stato un deputato del Partito per la giustizia e lo sviluppo (Akp), ma poco dopo anche il viceministro Mehmet Simsek ha affermato che tutto lascia pensare a un attentato suicida. "Si tratta di un attacco barbarico, tutti i gruppi terroristici, il Pkk, l'Isis e il movimento di Gulem, stanno prendendo di mira la Turchia, ma con la volontà di Dio, li sconfiggeremo"

Fonte: The Post Internazionale